BOLZANO. Sette bolzanini su dieci vengono cremati. Una tendenza in progressivo aumento, che sta coinvolgendo sempre di più anche la periferia altoatesina. Nel 2013 in città sono stati cremati 716 bolzanini più altri 1.160 altoatesini. In totale, compresi i resti degli esumati, in un anno le cremazioni assommano a oltre duemila. Talmente tante che ora il municipio ha adottato un nuovo regolamento, in primis per adeguarsi alla normativa provinciale ma ancor più per fare chiarezza e organizzare al meglio. Perché l’interesse da parte della cittadinanza è sempre più elevato. Come scarse sono però le conoscenze in materia.

I dati. La direttrice dei servizi funerari e cimiteriali del Comune, Tiziana Marcolin, precisa: «L’anno scorso le cremazioni “interne” al comune hanno superato quota 700; si tratta del 68,45% dei deceduti». Per quanto riguarda questi cremati, circa il 7% dei parenti chiede di potersi portare a casa l’urna cineraria. La cremazione è in crescita esponenziale anche nel resto della provincia, dove non esistono i problemi di spazio che si presentano a Bolzano e le conseguenti difficoltà per trovare una tomba o un loculo libero.

Nuovo regolamento. Il regolamento di esecuzione della legge provinciale in materia cimiteriale e di cremazione passato ieri sera al vaglio del consiglio comunale va ben oltre la sua valenza tecnico-burocratica. Tre i capisaldi di interesse. Primo: nonostante in pochi ne siano a conoscenza, per disperdere le ceneri di un cremato occorre che questi ne abbia dato disposizione quando era in vita. Non a parole. Per questo da ora sarà attivo uno sportello dello Stato Civile, presso l’anagrafe di via Vintola. Senza l’espressione di volontà, niente dispersione delle ceneri. Non è questione da poco, perché chi non si adegua rischia da 2 a 7 anni di reclusione. In sostanza, la dispersione delle ceneri deve essere autorizzata dal Comune dove si intende effettuarla. Servono dichiarazione scritta del cremato quando era in vita e autorizzazione del municipio, con specificato il luogo dove si può disperdere. Attualmente, in provincia solo Bressanone permette la dispersione. A Bolzano, con i tecnici dell’urbanistica, si sta cercando un luogo adatto, che deve essere non su suolo privato e distante almeno duecento metri dalle zone abitate. Entro l’anno è prevista la realizzazione anche di un apposito giardino della rimembranza al cimitero di Oltrisarco. Ieri, nel corso della presentazione del nuovo regolamento da parte dell’assessore Peintner Kofler si è inoltre ricordato che chi vuole disperdere le ceneri in quota lungo un fiume o altrove, che è necessaria l’autorizzazione del Comune sul cui territorio avviene la dispersione.

I registri. Verranno istituiti altri due registri ufficiali, a parte quello delle cremazioni già esistente. Il primo sarà quello degli affidamenti (indicherà chi detiene le ceneri di chi e dove) e delle dispersioni (chi ha disperso le ceneri di chi e dove). Perché ceneri o salma, anche in futuro parenti (o interessati in qualche modo) dovranno avere la possibilità di sapere dove si trovino i resti.

La veglia. Il nuovo regolamento, che verrà pubblicato a breve, contiene anche la possibilità, per chi lo voglia, di vegliare il proprio caro defunto a casa.

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