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UDINE. Il 42% degli imprenditori del Nord Est ritiene che in coincidenza con la crisi economica la capacità di attrazione dell'area sia diminuita. Il dato emerge da una ricerca della Fondazione Nord Est condotta su un campione di 1.017 imprenditori presentata oggi a Udine. Per il 44,6% degli imprenditori l'attrattività, intesa come investimenti, flussi di persone e in generale competitività del territorio, è rimasta stabile, per il 13,3% è invece aumentata. I punti di vista più negativi emergono tra i titolari dei servizi alle imprese (per il 55% la capacità è peggiorata), le imprese di costruzioni (54,3%) e gli esponenti del manifatturiero (43,6%). Sono meno negativi invece i risultati per le realtà che offrono servizi alla persona e del commercio.
Quasi i due terzi degli intervistati del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e di Trento ritengono le grandi opere infrastrutturali possano essere un fattore in grado di attrarre investimenti. A le opinioni si dividono a metà tra chi riconosce e chi nega il peso delle grandi opere. I punti di forza delle imprese, secondo gli imprenditori, sono le competenze professionali dei lavoratori, la flessibilità produttiva e gli investimenti in innovazione, mentre è negativa la valutazione dei fattori legati al'Sistema Paese' come burocrazia, fisco, e costi dell'energia.
Quasi i due terzi degli intervistati del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e di Trento ritengono le grandi opere infrastrutturali possano essere un fattore in grado di attrarre investimenti. A le opinioni si dividono a metà tra chi riconosce e chi nega il peso delle grandi opere. I punti di forza delle imprese, secondo gli imprenditori, sono le competenze professionali dei lavoratori, la flessibilità produttiva e gli investimenti in innovazione, mentre è negativa la valutazione dei fattori legati al'Sistema Paese' come burocrazia, fisco, e costi dell'energia.


