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BOLZANO. «Scusi ingegnere, noi vorremmo un sistema di cronometraggio per le gare di falchi». È passato un po’ di tempo, ma l’ingegner Federico Gori della Microgate, la società bolzanina specializzata nell’alta tecnologia applicata a telescopi, cronometri e apparecchiature biomedicali, ricorda ancora la risata che gli scappò davanti a quell’insolita richiesta che arrivava dagli Emirati Arabi, cui seguì la spiegazione che l’azienda metteva a punto sistemi per cronometrare le competizioni degli umani, non quelle dei rapaci. Ma l’interlocutore non si arrese. Dopo qualche giorno tornò alla carica e a quel punto Gori assieme al suo team di tecnici decise di provare.
Oggi le sofisticate apparecchiature di cronometraggio per le competizioni di falchi rappresentano il 20% del fatturato dell’azienda bolzanina, pari a circa un milione e mezzo l’anno. La Microgate si prepara ora ad entrare nelle competizioni di cammelli intorno alle quali ruota un business ancora più interessante, visto che nei Paesi del Golfo ci sono 26 impianti in cui si disputano gare che richiamano migliaia di appassionati. «Il falco - spiega l’ingegner Gori - è una sorta di simbolo degli Emirati: è raffigurato nella bandiera e la falconeria ha un’antica tradizione in quel Paese. Per mantenerla viva gli emiri hanno deciso di modernizzarla puntando in particolare sulle gare di velocità. Intorno alle quali sono nati allevamenti, trainer, cliniche che si occupano dei falchi-atleti. La preparazione così come l’alimentazione sono studiate ad hoc: per ciascuno di loro sono previste due sessioni di allenamento al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Vengono portati sui campi di gara con dei furgoni climatizzati. Un rapace di punta raggiunge gli 80-100 chilometri all’ora e vola sui 400 metri della pista tracciata in mezzo al deserto in 15-16 secondi. Alla partenza gli danno un pezzettino di carne cruda, quindi l’animale viene lanciato e punta sull’uomo che alla fine della pista sventola una finta preda. Seguiamo gare con 300 partecipanti al giorno: il via ogni 30 secondi».
I falchi migliori possono valere fino a 250-300 mila euro. Una cifra elevata che si giustifica con montepremi da favola: 5 milioni e 600 mila euro a Dubai e più o meno altrettanti ad Abu Dhabi, il valore di quello che c’era in palio l’ultima stagione.
«I premi, per capirsi, non sono soldi, ma beni di lusso che possono essere un Suv da 100 mila euro o una Bentley».
La Microgate ha introdotto nelle competizioni i sistemi più moderni di cronometraggio. «Prima i tempi venivano presi manualmente ed era un disastro, perché c’erano contestazioni infinite. Adesso non succede più, perché abbiamo messo a punto un sistema dove tutto è computerizzato e visibile in tempo reale, esattamente come nelle gare degli umani. E per evitare che all’ultimo momento il falco venga sostituito con un altro, abbiamo studiato un anello dotato di chip che il rapace tiene per tutta la stagione».
Le gare iniziano a novembre e continueranno fino all’inizio della primavera: a seguirle un team dell’azienda bolzanina che oltre alla tecnologia fornisce l’assistenza. «Per questa stagione abbiamo messo a punto una novità: è un sistema di allenamento tridimensionale, per cui l’allenatore può analizzare al computer la prova del suo atleta, confrontarla con quella degli avversari, per correggere eventuali errori e migliorare la performance».
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