BOLZANO. Durissimo scontro sui fondi alla cultura fra il consigliere provinciale Donato Seppi e gli uffici dell’assessorato retto da Christian Tommasini. Secondo Unitalia, l’assessore alla cultura italiana, date le risorse limitate, avrebbe tagliato i fondi alla quasi totalità delle associazioni culturali richiedenti contributi per poter finanziare alcune cooperative, in primis una affiliata a Confcoop (la Cooperativa 19, nata in occasione della candidatura del Nord Est a Capitale europea della cultura per il 2019), con ben 390.000 euro. Non si sarebbe così rispettato il patto di stabilità, che imponeva di non aumentare le uscite rispetto al bilancio assessorile dell’anno precedente (si sarebbero spesi 65 mila euro in più), e soprattutto non si sarebbero rispettate le norme vigenti che impongono di istituire bandi di gara per affidamenti diretti superiori ai 20 mila euro (o ai 100 mila in caso di personaggi di chiara fama). Si sarebbe cioè costituita una cooperativa ad hoc, libera poi di affidare incarichi esterni - «ai soliti noti», come commenta Seppi - senza dover sottostare alle limitazioni cui è invece soggetto l’ente pubblico.

Seppi ha presentato una lunga e circostanziata interrogazione in consiglio provinciale, premettendo che alla Corte dei conti sarebbe già pervenuta una denuncia da parte di una associazione culturale bolzanina colpita dai tagli. Seppi ha pure rincarato la dose, anticipando che se la risposta alla sua interrogazione confermasse i timori suoi e di molte associazioni di lingua italiana, lo stesso consigliere è intenzionato a sporgere denuncia presso la procura della repubblica.

Secca le replica dell’assessorato alla cultura: «Il consigliere Seppi è stato informato male», commenta la capo dipartimento dell’assessore Tommasini, Katia Tenti. «Tutti i finanziamenti alle associazioni e alle cooperative di recente assunti sono stati erogati nel pieno rispetto della legge e dei criteri vigenti, ovviamente col parere positivo della consulta culturale». Inoltre, «la Provincia ha approvato una legge sul progetto di Bolzano capitale europea della cultura, istituendo un apposito capitolo di bilancio, il cui finanziamento non è andato e non andrà nemmeno in futuro a intaccare minimamente quello che è il finanziamento originario alle associazioni culturali. Infatti, il fondo per la cultura è rimasto invariato rispetto all’anno scorso».

Secondo Seppi, invece, l’assessorato finanzierebbe con rilevanti somme di denaro pubblico delle cooperative per un importo totale di 390 mila euro. Fra queste dovrebbe risultare finanziata pure la Coop 19. I tre soci fondatori, sostiene Seppi, avrebbero già ricevuto in passato «molteplici incarichi diretti come figure professionali operanti nel settore della cultura e avrebbero realizzato dei progetti, si ritiene pagati in forma diretta, organizzati sempre dall’assessorato alla cultura».

In sostanza, le cooperative riceverebbero 240 mila euro per le attività generali, gestite precedentemente in forma diretta dall’assessorato, più altri 150 mila per la realizzazione di eventi legati alla candidatura di Bolzano a capitale europea della cultura. In totale, 390 mila euro. E questo accadrebbe «mentre le altre associazioni subiscono un taglio sul bilancio 2012 di 240 mila euro».

A difendere le scelte dell’assessorato è però Andrea Grata (Confcoop): «In ambito culturale le cooperative sono il futuro, per la loro efficienza, trasparenza e affidabilità».

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