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BOLZANO. Quali sono i mezzi usati dai cyberbulli? Come ci si può difendere? Per rispondere a queste domande il Dipartimento istruzione italiana ha organizzato un appuntamento con esperti di livello nazionale che si è tenuto ieri al liceo Carducci, e ha visto la partecipazione di centinaia di studenti. L’iniziativa si inserisce all’interno del piano nazionale per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola che la Sovrintendenza ha deciso di portare avanti con una serie di azioni finalizzate a formare e informare educatori, docenti, genitori e studenti sul concetto di cittadinanza digitale e sull’uso consapevole della rete. Il progetto, denominato Medi@zioni, è realizzato in collaborazione con la Questura di Bolzano. «La società contemporanea – ha detto l’assessore alla scuola Christian Tommasini - offre nuove opportunità come Internet e l’uso della rete. Ciò comporta però anche dei rischi che occorre conoscere, per prevenire eventuali problemi. Per questo abbiamo organizzato questi convegni con l’aiuto di esperti e della polizia». La Sovrintendente Nicoletta Minnei ha sottolineato a propria volta che l’obiettivo del progetto è «quello di formare cittadini consapevoli e sensibilizzare i ragazzi sull’uso corretto degli strumenti del web, una grande risorsa che nasconde tuttavia anche numerose insidie». «Attraverso whatsapp, snapchat e instagram – ha aggiunto l’ispettore Vincenzo Gullotta, rivolto ai ragazzi - esprimete le vostre idee, vi divertite e vi mettete in gioco ma dovete imparare a gestire la vostra vita anche online». I due interventi in programma nel corso della mattina erano rivolti a docenti e studenti delle elementari e delle medie. La psicologa Martina Valentini ha parlato dei «cyberbulli e delle loro pericolose armi virtuali». Diego Mecenaro, autore di «Smontabulli», ha tenuto un laboratorio per gli alunni delle elementari. Nel pomeriggio Pino Maiolo, psicoterapeuta, si è rivolto a docenti e famiglie con un intervento dal titolo «Dal bullismo al cyberbullismo».


