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VAL BADIA. "È il progetto del secolo. Se si riuscirà a realizzarlo sarà in grado di togliere le auto dai passi dolomitici”. L'ha detto Giacomo Frenademetz, il sindaco di Badia, dopo la presentazione l'altra sera a La Villa in Alta Badia dello studio della Sad di un collegamento ferroviario fra Bolzano e Cortina d'Ampezzo.
Oltre al sindaco di Badia, erano presenti fra gli altri anche il sindaco di Corvara Robert Rottonara, il presidente del consorzio turistico Alta Badia Oscar Alfreider, il vice presidente di Dolomiti Superski Andy Varallo e oltre trecento persone, la maggior parte entusiaste del progetto presentato da Christof Perathoner, presidente della Sad, e dal progettista l’ingegner Helmuth Moroder. Dopo l'illustrazione dello studio, c'è stata una tavola rotonda, nel corso della quale sono state date varie risposte ai quesiti presentati dal pubblico.
Perché il progetto diventi realtà, c'è bisogno soprattutto che il collegamento ferroviario sia inserito nei vari piani urbanistici comunali ed è questo l'aspetto che appare più arduo superare, mentre per quanto riguarda i finanziamenti - comunque notevoli - sembrano esserci meno problemi.
I numerosi presenti hanno sottolineato la validità della proposta Sad, soprattutto perché con il treno si potrà frenare il traffico motorizzato sui passi dolomitici.
Non sono mancati, durante la serata di La Villa, anche i perplessi più che altro sulle dimensioni del progetto e sulle reali possibilità che possa essere realizzato.
Il nuovo collegamento partirebbe da Bolzano e arriverebbe fino a Cortina d'Ampezzo, attraversando l'altipiano dello Sciliar, la Val Gardena, Passo Gardena, la parte alta della Val Badia, Passo Valparola e Passo Falzarego per un percorso di circa 85 chilometri. Il treno partirebbe da Bolzano seguendo la linea del Brennero, abbandonerebbe la tratta caratterizzata dalle tradizionali coppie di rotaie e passerebbe sulla ferrovia a cremagliera. Questa soluzione, hanno detto i due funzionari della Sad, permetterebbe al treno di superare elevate pendenze e, quindi, garantirebbe la realizzazione di un tracciato in grado di adattarsi alla morfologia del terreno diminuendo allo stesso tempo la lunghezza della linea e riducendo la realizzazione di viadotti e gallerie.
Una volta lasciato Prato Isarco, il treno seguirebbe la cremagliera attraverso le stazioni di Fiè, Siusi, Castelrotto, Pontives, Ortisei, Santa Cristina, Selva, Plan de Gralba, Passo Gardena, Colfosco, Corvara, La Villa, San Cassiano, Passo Falzarego, Cinque Torri e Pocol per concludere il suo viaggio a Cortina in circa due ore e un quarto.
Il progetto prevede una spesa di 1,6 miliardi di euro e il lavori potrebbero partire nel 2020. Nel 2026, è previsto il completamento del tunnel di base del Brennero che collegherà in modo più rapido l'Italia con la Germania aprendo per il Treno delle Dolomiti un nuovo mercato turistico.


