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VAL BADIA. Profonde divergenze segnano l’Alta Badia riguardo alla possibilità di accogliere i 29 profughi destinati alla vallata ladina.
Il consiglio comunale di Corvara, nella sua ultima riunione, ha ribadito (allineandosi così ad analoga decisione presa a Marebbe) il no perché mancano strutture adeguate e perché la presenza dei profughi sarebbe vista malvolentieri da una parte della popolazione, come ha precisato il consigliere comunale Andrea Coser, ex assessore e rappresentante degli albergatori.
Il consiglio, dicendo no all’arrivo dei profughi, ha preso fondamentalmente tempo; aspetta una decisione dell'assessore provinciale Martha Stocker, che deve scegliere che fare dopo che è caduta nel vuoto la proposta che prevedeva l'arrivo a La Valle, in una struttura privata, dei 29 migranti. Ferdinand Miribung, che aveva messo a disposizione la sua ex pensione Murin, non ha poi sottoscritto il contratto con la Provincia. Tutto da rifare dunque.
La vicenda era partita proprio a La Valle, dove s'era riunito un comitato formato dai rappresentanti del settore sociale di ognuno dei cinque Comuni badioti, e dove era stata inizialmente raggiunta una sorta di intesa che prevedeva una ripartizione dei 29 profughi fra i Comuni di Badia, Corvara, La Valle, San Martino e Marebbe. Ma Corvara e Marebbe avevano detto di no.
Di recente Corvara ha ribadito come "una soluzione è possibile soltanto se viene trovato un accordo fra tutti i Comuni e senza l'imposizione di un Comune sull'altro”.
Poi era spuntato l’alloggio che poteva ospitare i profughi a La Valle e la gestione degli ospiti avrebbe potuto essere affidata a Volontarius dopo la rinuncia della Caritas già oberata di impegni nel settore. Nel corso di un’assemblea pubblica a La Valle, molto affollata e alla presenza anche dell'assessore provinciale Martha Stocker, la maggioranza dei presenti aveva espresso la propria contrarietà e nei confronti di Ferdinand Miribung, il privato che aveva messo a disposizione l’ex pensione Murin, era stata anche pronunciata qualche frase offensiva.
Il proprietario dell'ex pensione Murin, a quel punto, non se l'è più sentita di proseguire con l'offerta e all'atto della firma del contatto ha comunicato la sua rinuncia, sia pure a malincuore.
Da qui si è aggravata la situazione di divergenza fra i Comuni, che sta condizionando, o quanto meno ritardando, la decisione operativa dell’assessore provinciale Stocker.
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