SAN LEONARDO IN PASSIRIA. A volte aiutare può essere più difficile di quello che si pensa. Non sempre bastano impegno, sacrificio e buona volontà. A volte, ci sono tante farraginosità da affrontare. C'è chi sulla solidarietà altrui coltiva i propri interessi. E c'è chi vuole che le cose rimangano come sono. Finendo per stritolare impegno, sacrificio, buona volontà.

Sepolti da queste dinamiche, spesso soffocano i progetti di solidarietà in Moldavia, tenue lembo di terra stretto fra Romania e Ucraina, sorto dalle ceneri dell'implosione sovietica. Qui, ancor più forte di quello che proviene dal vicino mar Nero, soffia il vento della povertà, figlia di un’economia disastrata e della corruzione. In Moldavia da anni opera Aktiv Hilfe für Kinder, associazione con sede a San Leonardo in Passiria che aveva iniziato la sua opera in Romania. A Ciuciuleni, in territorio moldavo, sta ora portando a termine un nuovo progetto. «È una casa per donne vittime di maltrattamenti», illustra Peter Lanthaler, presidente dell'associazione. Lanthaler si reca più volte nel corso dell'anno nello stato dell'est Europa per seguire personalmente i progressi dell'opera. «Una volta conclusa, potrà ospitare quaranta-cinquanta donne».

L'operazione costerà complessivamente 1,23 milioni di euro. Il 70% è già stato coperto. Significativo soprattutto l'intervento della regione Trentino-Alto Adige, poi di altri enti e istituzioni, ma pure di privati come la Wolf Fenster che ha fornito tutte le finestre. Dall'Alto Adige si esportano solidarietà, finanziamenti, materiali. Ma anche un modello. «Di norma – spiega Valentina Geamana, vicepresidente di Activ Hilfe – le associazioni che realizzano progetti in Moldavia una volta finiti li consegnano all’amministrazione statale. E finiscono nell'oblio. Tanto sforzo che finisce per essere dilapidato. Noi proponiamo un modello alternativo affinché la Casa delle donne possa avere lunga vita e perpetuare il suo aiuto nel tempo».

In sostanza, sul luogo è stata creata un'associazione che gestirà la struttura, dotata di strumenti per autofinanziarsi. Le donne ospitate lavoreranno nel tessile con attrezzature alloggiate nello stesso edificio, e la vendita della produzione servirà a mantenere l’ensemble. Oltre alla sartoria ci saranno una farmacia, un centro di riabilitazione professionale, e uno di fisioterapia: tutti finalizzati all’autogestione.

Negli ultimi tempi, a testimonianza della credibilità del progetto, si sono susseguiti incontri autorevoli. I responsabili dell’iniziativa si sono confrontati con la vicepresidente del Parlamento, Liliana Palihovici, con l’ambasciatore italiano Enrico Nunziata, con il rappresentante della Eu Dirk Schübel. L’Europa si è impegnata a a destinare fondi per il riscaldamento a biomassa. Il puzzle è quasi completo. A metà agosto, l’inaugurazione. E un po’ di Alto Adige, quello più ammirevole, vivrà anche in Moldavia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA