BOLZANO. Per i nativi digitali, ovvero per coloro che sono cresciuti tra computer, smartphone, Ipad è un’occasione per scoprire un mondo sconosciuto, fatto di quaderni di bella e brutta copia, libri usati nelle scuole dell’Impero asburgico, sussidiari del periodo fascista, calamai, pennini, mappamondi, animali imbalsamati, vasetti di semi: sembra un’era geologica fa, in realtà è ieri.

Per chi non è più giovanissimo è un modo, per tornare indietro nel tempo quando a scuola si portava il grembiule nero con il fiocco, le maestre erano un punto di riferimento importante, il loro giudizio era insindacabile e i ricorsi al Tar contro una bocciatura, una cosa semplicemente inimmaginabile.

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Indipendentemente dunque dall’età vale la pena fare una visita al Museo della scuola, creato nel 1993 all’interno delle scuole Dante su proposta dell’allora assessore Ingeborg Bauer Polo e che per ragioni di spazio il Comune ha ora trasferito a Rencio, all’interno dell’ex Agnello, edificio rinascimentale, che è stato anche la vecchia scuola del quartiere.

Ieri la presentazione - l’apertura ufficiale sabato - alla quale oltre al sindaco Luigi Spagnolli e all’assessore Patrizia Trincanato, hanno partecipato Silvia Spada, che ha curato il concetto espositivo assieme a Milena Cossetto, Sabrina Michielli, Alessandro Campaner, Leopold Steurer (comitato scientifico); progettista Roberto Festi.

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Attraverso foto, pagelle, arredi e strumenti didattici il Museo, che espone tra l’altro materiale offerto da 200 donatori, ricostruisce percorsi della memoria in cui s’intrecciano esperienze personali e storia collettiva. All’iniziativa collabora anche l’Alto Adige raccogliendo le foto inviate dai lettori: chi avesse altro materiale può mandarlo all’indirizzo bolzano@altoadige.it o per posta all’Alto Adige in via Volta 10. Verrà pubblicato anche sul sito www.altoadige.it

Nel piccolo museo di Rencio è stata ricostruita un’aula scolastica di ieri con vecchi banchi di legno, la cattedra, la lavagna e i muri con la carta da parati a disegnini rosa; ci sono gli attrezzi usati durante l’ora di ginastica e una selezione della raccolta che conta oltre mille tabelloni didattici in lingua italiana e tedesca.

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Il Museo di Rencio coniuga vecchio e nuovo: grazie alle tecnologie un sistema interattivo permette ai visitatori di navigare nel tempo tra i principali edifici scolastici di Bolzano; è inoltre attivo un laboratorio multisensoriale in cui gli oggetti esposti si possono vivere anche attraverso i sensi.