BOLZANO. Dieci milioni di euro. E’ l’ammontare complessivo del risarcimento sinora liquidato dalle assicurazioni «Allianz» per la sciagura ferroviaria della val Venosta che provocò 9 morti e 28 feriti. Sul fronte civilistico si annuncia una battaglia legale senza precedenti anche perchè il consorzio di bonifica della valle, proprietario dell’impianto di irrigazione che provocò - secondo i periti - lo smottamento che travolse ed inghiottì una parte del treno, non può contare su massimali assicurativi sufficienti a coprire tutti i danni provocati.

Come detto sino ad oggi è stata l’assicurazione «Allianz» a far fronte alla prima necessità di fornire assistenza assicurativa alla Sad che, al di là dell’esito del processo penale in corso, è sempre responsabile civilmente nei confronti dei propri passeggeri e dei propri dipendenti.

L’assicurazione «Allianz» ha dunque provveduto a riconoscere una serie di risarcimenti ai parenti delle vittime e ai feriti. L’esborso è stato di dieci milioni di euro che la stessa «Allianz» ora intende però recuperare dai presunti responsabili della tragedia. In primo luogo il consorzio di bonifica, seguito a ruota dalla «Sba srl» (responsabile della gestione della linea ferroviaria) e dalla «Sta spa» (che progettò la riapertura della linea).

Nei confronti delle due società e della Provincia autonoma di Bolzano, le assicurazioni «Allianz» hanno avviato un contenzioso in sede civile affinchè sia il giudice a decidere chi debba far fronte al rimborso dei 10 milioni anticipati.

Tre milioni e mezzo sono stati recuperati con una sorta di «giro conto» in quanto la stessa «Allianz» è anche l’assicurazione di copertura da primo rischio del consorzio di bonifica della val Venosta. Dunque sempre l’assicurazione «Allianz» è intervenuta per conto del consorzio sino al raggiungimento del massimale previsto dalla polizza e cioè 3 milioni e mezzo di euro.

Restano da recuperare 6 milioni e mezzo che dovrebbero essere garantiti dalla «Ace Europe assicurazioni», compagnia con sede legale a Zurigo che risponde in seconda battuta (sino ad un massimale di 7 milioni di euro) sempre per responsabilità di carattere civilistico derivanti dall’attività del consorzio di bonifica.

La copertura assicurativa però si sta rivelando insufficiente in quanto oltre al rimborso della quota anticipata dall’«Allianz» si dovrà far fronte anche al risarcimento dei parenti più stretti del macchinista del convoglio (rimasto ucciso nella sciagura), del danno provocato indirettamente ad una ditta specializzata in voli commerciali in elicottero (un cui pilota rimase ferito) oltre al valore del treno andato completamente distrutto (valore da risarcire alla Sad per 2 milioni e mezzo di euro). Chi rischia maggiormente in questo momento è proprio il consorzio. In caso di insufficiente copertura assicurativa saranno i consorziati ad essere chiamati personalmente a far fronte agli obblighi civilistici, Insomma decine e decine di agricoltori rischiano di dover mettere mano al portafogli.

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