MERANO. Va oltre ogni più rosea aspettativa l’importo messo in cassa dall’amministrazione comunale per l’imposta di soggiorno, il balzello che i turisti che pernottano a Merano dal primo gennaio 2014 sono costretti a versare ai titolari di alberghi e di ogni altra struttura ricettiva. Un piccolo obolo che però, si è dimostrato, tocca poco il turista, la cui scelta non dipende certo da quell’euro in più o in meno.

Un importo complessivo elevato e questo, nonostante paia ormai quasi certo che i pernottamenti in riva al Passirio lo scorso anno siano nuovamente scesi sotto la soglia psicologica del milione di unità. Meno pernottamenti, ma più arrivi e soprattutto più turisti che scelgono hotel di qualità per trascorrere le loro ferie, seppur corte in termini di tempi, a Merano.

L’importo che esce dall’ufficio tributi comunale e dall’assessore competente Nerio Zaccaria è di quelli tranquillizzanti. Albergatori e titolari di strutture ricettive hanno versato per l’anno 2014 qualcosa come 950 mila euro di imposta di soggiorno nelle casse del Comune. L’intero importo, come previsto dal regolamento che istituisce la tassa, deve essere girato agli enti turistici competenti per territorio.

Nel nostro caso il 90% va all’Azienda di soggiorno e il restante 10% al consorzio Merano Marketing. Sia Azienda che Mmg hanno però chiesto al Comune di modificare le percentuali a favore del consorzio diretto da Thomas Aichner, ovvero l’85% per Azienda soggiorno e il 15% a Merano Marketing. Fino a ora il Comune di Merano non si è espresso, nel senso che non ha modificato il regolamento. Le previsioni fatte da Comune di Merano nei primi mesi del 2014 erano state pari a 900 mila euro in più: ora ci sono 50 mila euro in più nelle casse, che dovranno essere girate ai due enti turistici. L’ente turistico senza presidente dopo le dimissioni di Alex Meister incasserà 855 mila euro mentre a Merano Marketing spetteranno 95 mila euro.

Il primo rendiconto annuale per il Comune di Merano era un appuntamento atteso, visto che la giunta con una delibera che aveva fatto discutere, aveva scelto di anticipare la quota spettante all’Azienda di soggiorno con rate mensili da 67 mila euro l’una. E questo per consentire una gestione ottimale delle liquidità dell’ente, soprattutto nei primi mesi dell’anno nei quali i pernottamenti non sono numerosissimi e quindi anche l’imposta incassata sarebbe stata abbastanza bassa.

Se i dati reali fossero stati minori del previsto, l’ente turistico sarebbe stato chiamato a restituire l’eccesso incassato, una operazione non ottimale, soprattutto in questa fase dove gli impegni per la stagione turistica 2015 sono in buona parte già stati presi.

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