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BOLZANO. "La sicurezza degli abitanti del Trentino Alto Adige è una esigenza primaria che va tutelata, ma al contempo non va vanificata l'importante esperienza del programma di ripopolamento degli orsi in corso in trentino. L'orsa Daniza deve essere messa in condizione di non aggredire più gli uomini". Così il ministero dell'Ambiente Galletti in una nota in cui si assicura che «la situazione è affrontata dalla Provincia di Trento secondo i protocolli e le normative vigenti che in casi come questo arrivano a prevedere la cattura ed il ricovero in un'area recintata, ma non l'abbattimento. Particolare importanza viene assegnata al futuro dei due cuccioli».
A tal proposito il Ministero dell'Ambiente, sentito l'Ispra, «ha trasmesso oggi alla Provincia Autonoma di Trento una lettera in cui si sottolinea "che i dati scientifici disponibili evidenziano che esemplari di
orso bruno sottoposti a captivazione prolungata difficilmente possono essere reintrodotti nell'ambiente naturale, a causa delle modificazioni comportamentali che la fase di cattività determina in questa specie, e che i cuccioli di
orso bruno che perdono la madre nella stagione estiva presentano in genere buone probabilità di sopravvivenza nel medio e lungo periodò».
Il Ministero ritiene quindi «che vada comunque evitata la captivazione dei due cuccioli e che, nel caso della rimozione della madre, vada previsto un attento monitoraggio dei due individui anche con tecniche radiotelemetriche, al fine di assicurare la tempestiva registrazione di eventuali comportamenti anomali, di condizioni di denutrizione e/o di mancato benessere dei cuccioli». Il rischio che va evitato, rileva il ministero, «è che questo episodio rimetta in discussione un programma di ripopolamento che ha avuto successo, reinserendo in quest'area una comunità di orsi che ha raggiunto le 50 unità, e che rappresenta un esempio virtuoso a livello nazionale e internazionale".
LA PROTESTA DELLA LAV. La Lav di Bolzano, intanto, organizza per venerdì 22 agosto 2014 dalle ore 18.00, alle ore 19.00
, un presidio in piazza Walther a Bolzano. "Il presidio - si legge in una nota - verrà organizzato per chiedere alla Provincia Autonoma di Trento, di annullare l’ordinanza emessa lo scorso 15 agosto, la quale autorizza la cattura della mamma Orsa Daniza, che se avvenisse, la condannerebbe ad una vita in cattività, e ancor più grave verrebbe separata dai propri figli. Crediamo che Daniza non ha commesso alcun reato, ha reagito nello stesso modo che avrebbe reagito una mamma di qualsi asi specie in caso di pericolo per i propri figli, difenderli. Questa vicenda sta mobilitando varie associazioni e privati in tutta Italia, e non solo, considerati i vari sondaggi che vengono p roposti si nota che più del 92% delle persone chiedono la revoca di questa assurda ordinanza, la Provincia di Trento deve assolutamente prendere att o di queste proteste e tornare indietro sulla decisione presa".


