BOLZANO. I ladri sono tornati a scardinare la porta della sede dell’ Fc Bolzano. Lo hanno fatto la notte scorsa, penetrando nei locali della sede sociale biancorossa, che si trova al secondo piano dello stadio Druso.

È la seconda volta, nell’arco di un anno.

Magro il bottino: hanno dovuto accontentarsi dei 50 euro trovati nel fondo cassa. Discorso diverso, invece, per i danni materiali che, da una prima stima, sono stati calcolati in oltre 3 mila euro.

Secondo la versione fornita dai custodi dell'impianto bolzanino, i ladri si sono introdotti utilizzando una scala in ferro ed accedendo dalla zona lungo Isarco, quella riservata all'ingresso della tifoseria ospite. Da qui hanno raggiunto la tribuna Canazza e dalla scalinata laterale hanno forzato la porta di servizio che permette l'accesso alla sede sociale.

Una volta all'interno, hanno rovesciato i cassetti delle scrivanie e degli armadi della segreteria e quelli della presidenza. Non contenti, hanno forzato anche la porta in ferro del locale caldaia (posta all'interno della sede, ndr), pensando probabilmente che fosse l'accesso ad un inesistente caveau.

Anche in base alle ultime statistiche fornite dalle forze dell’ordine i furti a Bolzano sono in calo, ma la percezione della popolazione è diversa e questo spiega il forte allarme sociale alimentato da questo tipo di reato.

«Stiamo vivendo un momento di forte degrado sociale - ha commentato Franco Murano, presidente dell’Fc Bolzano -: è inaccettabile che si debbano vivere situazioni del genere. Il fatto che si attacchi una società sportiva allo scopo di portar via qualche spicciolo, significa che siamo in balìa di disperati che non hanno nulla da perdere e probabilmente sono pronti a tutto: ciò significa che è anche difficile difendersi. Trovarsi di fronte questa gente può rappresentare un rischio per l'incolumità dei cittadini. Si parla tanto di sicurezza ma la sicurezza non rappresenta più un valore per la nostra città, anzi è diventata una variabile impazzita. E la cronaca di questi giorni, purtroppo, lo dimostra».