BOLZANO. Adesso c’è una data certa: Darwin Airline, che opera sotto il brand Etihad Regional, interromperà le operazioni sulla tratta Bolzano - Roma Fiumicino, dal 18 giugno 2015. La compagnia l’ha comunicato ufficialmente ieri con una nota in cui si spiegano con chiarezza anche le ragioni della decisione.

«Nonostante la buona collaborazione con gli enti interessati e gli sforzi intrapresi per ottenere risultati soddisfacenti, la compagnia ha dovuto purtroppo constatare che il servizio sulla tratta in questione, operata in ossequio alle condizioni poste dal relativo bando di concorso, si è costantemente rivelato economicamente di gran lunga inferiore alle previsioni. Le conseguenze finanziarie fortemente negative, hanno perciò indotto la compagnia a fare uso della specifica clausola d'uscita prevista dalla convenzione d'esercizio ed a propendere per l'interruzione del servizio nei termini contrattualmente stabiliti. La compagnia sottolinea che il servizio sulla tratta in questione verrà pienamente assicurato sino al 18 giugno 2015, con lo standard qualitativo offerto ai propri passeggeri».

La Provincia è ottimista sulla possibilità di trovare un nuovo vettore ed entro febbraio dovrebbe esserci il bando. In realtà la ricerca sarà tutt’altro che facile. Dal ’99, anno di inaugurazione dello scalo, ad oggi, se ne sono andate tre compagnie: prima l’austriaca Tyrolean Airways, quindi Air Alps, adesso la Darwin, che era arrivata a fine giugno del 2013 per rimanere fino a metà del 2016. Il motivo è sostanzialmente lo stesso: la tratta non è ritenuta redditizia. E il motivo è riconducibile sostanzialmente sempre alla pista, troppo corta: possono atterrare solo aerei da 50 posti. La battaglia politica e giuridica - a settembre lo stop del Tar al progetto - si gioca su un allungamento di 300 metri che consentirebbe l’atterraggio di velivoli da 70 posti. Si oppone il Comune di Laives, si oppongono gli ambientalisti. «Spero che la crisi - auspica Thomas Baumgartner, già presidente dell’Abd, la società che gestisce lo scalo e titolare della Fercam - faccia aprire gli occhi: non si può bloccare tutto. Quei 300 metri sono fondamentali per consentire l’atterraggio di aerei da 70 posti e ripianare il deficit». Insiste sulla necessità di avere un aeroporto vero anche Riccardo Felicetti, Ceo del pastificio omonimo di Predazzo che abita a Merano: «I collegamenti per l’economia e per il turismo sono fondamentali per la crescita. Purtroppo, in più occasioni, partendo in aereo da Bolzano per Roma e viceversa ho dovuto fare i conti con ritardi e cancellazioni. Tanto che dopo essere rimasto 24 ore a Fiumicino in attesa del volo di ritorno, ho deciso di usare il treno».