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BOLZANO. Manca ancora la firma del direttore generale dell’Enac - alle prese con una serie di interpretazioni giuridiche con i funzionari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - ma salvo clamorosi e improbabili ripensamenti dell’ultima ora l’aeroporto di Bolzano-San Giacomo tornerà ad avere entro aprile i voli di linea (quattro nei giorni feriali e due nel fine settimana) per Roma. E a garantire la copertura del servizio sarà il vettore svizzero Darwin con i suoi moderni Saab 2000 da 50 posti.
I voli di prova. L’ex comandante e attuale amministratore delegato della compagnia di Lugano Maurizio Merlo ha tenuto nei giorni scorsi una riunione operativa con parte del personale per programmare per aprile 4 giorni di voli di prova. L’Enac ha già rilasciato da tempo le necessarie autorizzazioni per i test.
«Entro lunedì, o al massimo martedì, - spiega Merlo - fisseremo le date dei voli, che ovviamente abbiamo la necessità di programmare con un certo anticipo. Saranno coinvolti 4 comandanti e 4 primi ufficiali, che voleranno in due blocchi. I primi due equipaggi saranno impegnati nei primi due giorni (uno farà l’andata e l’altro il ritorno) e gli altri due saranno occupati nei due giorni feriali successivi. Useremo, ovviamente, un solo aereo».
Merlo è cautamente ottimista. «Mi aspetto nelle prossime ore le ultime indicazioni da parte dell’Enac, ma al 90 per cento ritengo che la partita, per la proroga, possa considerarsi chiusa. Non ci resta che firmare».
I dubbi interpretativi. L’Ente nazionale per l’aviazione civile avrebbe già voluto assegnare la scorsa settimana, dopo due gare andate deserte e riservate ai vettori italiani, il servizio di proroga fino al 30 giugno (quando partirà il bando triennale). All’ultimo momento, però, sono intervenuti, alcuni funzionari del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che hanno sollevato qualche dubbio sull’opportunità di assegnare il servizio, su una tratta onerata, senza bando. Il rischio è infatti quello di prestare il fianco a possibili ricorsi da parte di concorrenti che potrebbero ritenersi danneggati o quantomeno penalizzati. Air Alps in particolare, che ha cessato di fare servizio allo scalo bolzanino lo scorso 30 novembre, potrebbe contestare i 100 mila euro al mese che la Provincia metterà a disposizione del nuovo vettore senza gara. Nulla da eccepire, invece, per il bando triennale, per il quale Darwin consegnerà a giorni tutti i documenti necessari. Toccherà all’Enac, in buona sostanza, l’onere di assumersi la responsabilità di autorizzare una proroga di soli tre mesi senza una gara vera e propria.
Le pressioni politiche. La Provincia, dopo una serie di annunci poi rivelatisi infondati, ha cambiato strategia anche per quanto attiene la comunicazione. «Non faremo comunicati o commenteremo l’evolversi dei fatti fino a quando non avremo in mano un contratto firmato»: queste le parole di Ulrich Stofner del dipartimento mobilità. In realtà l’esecutivo altoatesino e l’Abd, la società che gestisce l’aeroporto, si stanno muovendo dietro le quinte per cercare di risolvere la situazione il prima possibile. L’idea di dover fare i conti con uno scalo semideserto fino a fine giugno non piace proprio a nessuno. E non solo per una questione di immagine.
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