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BOLZANO. Nessun colpo di scena in secondo grado. L'ex dirigente di polizia Leonardo De Paola, di 67 anni, (per anni responsabile della polizia di frontiera in Alto Adige), si è visto confermare ieri dalla Corte d’appello la condanna a tre anni di reclusione per peculato e truffa. Si tratta di una condanna pesante, se non addirittura devastante sotto il profilo dell'immagine professionale.
L’accusa di peculato faceva riferimento all’uso indebito dell'auto di servizio a scopo personale (con consumo ovviamente di benzina a spese dello Stato). L’ex dirigente di polizia ha poi dovuto rispondere anche di truffa per aver segnato ed essersi fatto pagare dalla pubblica amministrazione ore di straordinario in realtà mai lavorate.
In primo grado per molti episodi contestati il tribunale (presidente Claudio Gottardi) aveva disposto il non luogo a procedere. Gli avvocati di difesa hanno cercato ieri inutilmente di dimostrare che anche gli episodi rimasti in piedi non avrebbero avuto fondamento sotto il profilo della qualificazione del presunto reato. I giudici della Corte d’appello sono stati però di avviso diverso e hanno confermato in pieno il verdetto di primo grado.
Oltre alla pena detentiva (che ovviamente non è sospesa visto che è superiore ai 2 anni), il funzionario di polizia è stato colpito anche da una serie di sanzioni penali accessorie: è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici per tre anni, non potrà contrattare con la pubblica amministrazione per tre anni, dovrà pagare allo Stato una provvisionale cioè un anticipo di danni per 5 mila euro con altri 4900 euro di rimborso allo Stato per le spese di costituzione di parte civile.
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