BOLZANO. Accelerata negli scambi tra studenti delle scuole superiori italiane e tedesche. Nel corrente anno scolastico sono arrivati a quota 118. Il primo - esattamente dieci anni fa - fece da apristrada. Non c’erano ancora leggi regolanti lo scambio - il regolamento provinciale arrivò nel 2008 - che dal punto di vista didattico e dell’apprendimento della seconda lingua si è rivelato vincente. Come affermano i tre assessori provinciali alla scuola Philipp Achammer, Christian Tommasini e Florian Mussner nella risposta ad un’interrogazione dei Freiheitlichen in consiglio provinciale. D’altronde proprio un progetto elaborato da Irene Cennamo e Claudia Provenzano ha posto sotto i riflettori quanti coinvolti negli scambi che avvengono alle scuole superiori. L’esperienza, nata per promuovere la conoscenza della L2 e della cultura di altri gruppi, è stata raccontata raccogliendo le interviste di quanti hanno partecipato (studenti, insegnanti, genitori). I risultati? Per i ragazzi frequentare la scuola dell’altro gruppo linguistico ha portato a grandi progressi soprattutto a livello comunicativo, per i docenti si è trattato, invece, di un arricchimento attraverso il contatto diretto con studenti che arrivano da scuole e mondi diversi dal loro, mentre per i genitori questi scambi rappresentano «un’occasione unica per conoscere meglio lingua e persone dell’altro gruppo, oltre a fare amicizia con coetanei che altrimenti rimarrebbero un mondo sconosciuto».

Nell’anno scolastico in corso ottanta studenti delle scuole superiori in lingua tedesca stanno frequentando la scuola italiana. In particolare si tratta di 65 giovani che frequentano il quarto anno delle superiori, altri 8 che sono in quinta classe e quindi fanno la maturità, mentre sette studenti si sono rivolti ad istituti scolastici, sempre in lingua italiana, ma fuori provincia.

Sul fronte degli studenti delle scuole in lingua italiana, sono 38 quelli che frequentano un istituto in lingua tedesca, di cui 37 la quarta classe e uno la quinta. Non ci sono ladini che fanno questi scambi, ma proprio perché il modello scolastico ladino permette di arrivare in fondo al ciclo di studi con la conoscenza, quasi perfetta - se lo si vuole - delle tre lingue.

«Vogliamo rafforzare questa iniziativa, sia come scambi tra studenti che come partenariato tra le scuole», evidenziano i tre assessori provinciali. «Intendiamo incentivare le competenze linguistiche attraverso un più intensificato scambio tra studenti e tra docenti, offerte extrascolastiche di promozione linguistica e l’introduzione di un’offerta di insegnamento veicolare di materie nella seconda o in una lingua straniera nelle scuole superiori», si legge nel programma di governo della giunta provinciale. I giovani - ad imparare l’altra lingua - ci provano.(m.dal)