BOLZANO. Come ricorda il direttore Elio Cirimbelli, sono trascorsi quasi tre lustri da quando nel 2004 l'Asdi apriva a Bolzano la prima micro- comunità ,"Casa accoglienza per genitori/papà separati”. Una struttura messa a disposizione dell'Ipes, 5 stanze munite di servizi igienici, doccia, lavatrice, una cucina, un salotto e una grande terrazza, dove vivevano 5 papà, avendo così la possibilità di avere un luogo decoroso dove poter ospitare i propri figli. Un progetto sostenuto dalla Provincia nella fattispecie dell'allora Ufficio Famiglia Donna e Gioventù. I papà potevano rimanere un paio di anni e versavano all'Asdi un canone di locazione comprensivo delle utenze. Il canone, come avviene ancora oggi ,veniva stabilito dell'Ipes e la Provincia sosteneva le spese relative alle utenze. Ci volle qualche anno di incontri e interminabili discussioni prima di aprire questa struttura, che fece molto eco, in quanto fu la prima ed unica "casa accoglienza" per papà separati aperta in Italia. Oggi questi appartamenti sono amministrati dalla Cooperativa Asdi Home, ma sono gli operatori dell'Asdi che accolgono le richieste dei tanti papà o mamme che vi si rivolgono. Dallo scorso anno infatti, uno di questi appartamenti è occupato da una mamma. Papà o mamme, separati possono rimanere negli alloggi fino ad un massimo di 36 mesi e versano un canone di locazione ad Asdi Home di circa 500 euro al mese, compresi i costi delle utenze sostenute appunto dalla Provincia. Il canone viene pagato dai papà e/o mamme ad AsdiHome, che a sua volta lo “gira” a Ipes o Comune. Purtroppo «sta accadendo da qualche anno che anche se ci sono papà che si rivolgono all'Asdi perché fuori casa in seguito a sentenza di separazione o decreto, non sarebbero comunque in grado di pagare questo canone di locazione. Aumentano spaventosamente le nuove povertà, perdita del lavoro, indebitamento, depressione ed altro ancora».

Cirimbelli crede «sia giunto il momento di rivedere queste normative, come dico da anni, ed inserire queste persone nelle categorie socialmente deboli e fare in modo di abbassare il canone almeno del 50%, oppure trovare altre soluzioni».

Il primo di marzo Cirimbelli avrà un incontro con l’assessora alle Politiche sociali e deleghe su Ipes Waltraud Deeg ed anche questo sarà uno degli argomenti che verranno trattati.

In virtù del fatto che Asdi è partner dell’Agenzia per la Famiglia e che nell’assessora he sempre trovato un’interlocutore attento ai bisogni delle famiglie, Cirimbelli è fiducioso che una strada si possa trovare.