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BOLZANO. Taglia e cuce. È un mastino Waltraud Deeg. Per dire: da una parte taglia la burocrazia, si prepara a salutare 254 (numero finalmente preciso) dipendenti provinciali che quest’anno andranno in pensione e risparmia quasi 500 mila euro (sempre nel 2015) potando i sindacalisti e i loro permessi; dall'altro si getta all'inseguimento dei fondi necessari per far accedere ai contributi per la famiglia e l'infanzia non solo chi ha bambini da 0 a 3 anni ma anche fino a 14. Da quando è assessore a personale e famiglia la Deeg sembra una Stocker in formato mignon. Brunicense, ala sociale, figlia di assessora, alle 8 è già a Bolzano per un cappuccino. Guarda alle compatibilità economiche da professoressa di diritto e economia alle superiori pusteresi ma poi, da avvocato, non le manda a dire. Iniziando da Roma: «L'Italia per quanto riguarda l'assistenza è un paese da terzo mondo».
Che affondo, assessora...
«Come definirla una situazione così? Sulle reti di sicurezza offerte alle famiglie, sui contributi per l'infanzia e gli altri scudi sociali l'Italia è un paese in via di sviluppo».
E l'Alto Adige?
«All'avanguardia. E sono contenta che Renzi, con l'idea del baby bonus, si sia in fondo ispirato alla nostra politica».
Ma non è un poco costosa?
«E certo. Infatti la mia idea è questa: risparmiare sui costi, ottimizzare la burocrazia, cercare sinergie tra personale pubblico provinciale e comunale per poter arrivare a risparmiare i milioni necessari per garantire quanto già c'è, ad esempio per le famiglie con bimbi fino a 3 anni, e aumentare l'età assistita fino a 14».
Con correttivi?
«Probabilmente troveremo alcuni meccanismi per agganciare gli assegni al reddito».
Il mondo economico dice: la Provincia ha troppi dipendenti. Noi tagliamo e loro no...
«Giusto e sbagliato nello stesso tempo. Giusto perché io, da professionista, so cosa significano i costi della burocrazia. E infatti adesso la mia giunta investirà 80 milioni per ridurre l'Irap. Dall'altra io certo non sto ferma».
Di questo si sono già accorti i sindacalisti.
«Il ridimensionamento dei permessi sindacali (500 mila euro nel 2015 e 700 mila nel 2016 di minori spese) ci consentirà di far lavorare la commissione per la spending review».
Che inizierà dai pensionamenti...
«Stiamo rivedendo i passaggi amministrativi ma saranno in 254 a lasciare».
Saranno sostituiti?
«Sull'entità e sui costi del turnover non ho ancora cifre esatte. Ma sarà questo uno dei passaggi per attuare i risparmi programmati».
Le medaglie che si attribuisce nel 2014?
«L'agenzia della famiglia. Prima le competenze erano spalmate su più assessorati. Ora si ragionerà su politiche sociali in un unico tavolo».
E quelle possibili nel 2015?
«L'assistenza alle famiglie con figli almeno fino a 14 anni. Un bel salto contributivo».
Ma si troveranno i fondi?
«Garantisco io».
Cosa fare, esattamente, la commissione sulla spending?
«I campi di intervento sono estesissimi. Si va dal risparmio puro e semplice in termini di numero di addetti alle sinergie possibili tra Provincia e Comuni per evitare sovrapposizioni sul territorio, ai pensionamenti, al turn over, alle qualifiche».
E con Kompatscher?
«Condividiamo gli obiettivi. È una giunta unita la nostra».
Anche col Pd? L'altro giorno la sua Svp ha votato con Knoll per il ridimensionamento dei poteri del commissario del governo. Sì a Süd-Tiroler Freiheit e presa di distanze dal Pd...
«Da parte nostra non c'è dolo. Penso che sull'incremento delle competenze autonomistiche, anche in materia di bilinguismo, si ragiona nell'interesse di tutti i gruppi. È stato un fatto episodico essersi agganciati ad una proposta delle opposizioni...».
Ma gli italiani se la sono presa: astenuto il Pd, no di Urzì.
«Col Pd vogliamo ragionare sempre insieme».
Questa volta non è accaduto. Potevate mettervi d'accordo prima.
«È vero. Il metodo è migliorabile ma gli obiettivi sono condivisi. Più autonomia è nell'interesse di tutti».
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