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MERANO. Sembra aver intrapreso la via del tramonto il progetto di assistenza agli anziani affetti da demenza senile fuori dalle case di riposo gestito dalla cooperativa Haus Sonnenschein. Il tutto senza che Comune e Provincia abbiano in questi anni trovato rimedio, stante le lunghe liste d'attesa nelle strutture esistenti (si parla di 2 mesi e 150 persone in lista). Un progetto che negli anni ha fatto tanto discutere per la forma non convenzionale di assistenza, criticato da una parte, sostenuto da altre. Niente regole rigide per gli ospiti della residenza, che scelgono liberamente di trasferire nella struttura la loro residenza e diventano soci della cooperativa sociale, niente sedativi e niente attività coercitiva da parte del personale. Alcuni anni fa Haus Sonnenschein era stata anche al centro di una disputa giudiziaria con la Provincia.
Raggiunto il massimo splendore, con tre strutture gestite in città (l'ex hotel Bel Sit, l'ex Augusta e villa Burgund) e un centinaio di persone ospitate, ora la cooperativa Haus Sonnenschein e la direttrice Dorothee Wagner hanno deciso di ritirarsi in un edificio solo, l'ultimo acquisito in affitto, ovvero villa Burgund. Da alcuni anni l'ex Bel Sit è stato abbandonato e dal 1° gennaio l'ex hotel Augusta, all'angolo tra via Huber e via Carducci, tornerà al proprietario per fine contratto di locazione.
Da qualche settimana l'ex Augusta è vuoto. Dove sono stati collocati gli anziani ospiti? Risponde Dorothee Wagner: “Il progetto di abbandono dell'albergo Augusta era stato avviato due anni fa con il blocco di nuove accettazioni e il progressivo calo degli ospiti. In questi mesi alcuni ospiti sono stati trasferiti al centro lungodegenti St. Antonius, altri a villa Serena a Bolzano. Le persone rimaste fino a inizio novembre sono state tutte trasferite a villa Burgund. Nessuno è stato abbandonato”.
I numeri, però, “ballano”. I familiari di alcuni ospiti di villa Burgund sostengono che ora, dentro la villa di via Manzoni, le persone residenti sarebbero 50, la direttrice parla di 38, che a regime dovranno scendere a 30. Il sovraffollamento di queste settimane è evidente e una delle persone che segue un residente a villa Burgund si è rivolta ai carabinieri per presentare un esposto, chiedendo ai militari di verificare e intervenire. Nell'esposto si parla della persona seguita trovata in disordine, spettinata, con macchie di residui di cibo sui vestiti e di una stanza in cui coabitano tre persone, con materasso a terra senza rialzo e la scomparsa di una serie di vestiti sostituiti da altri più vecchi.
Nell'esposto si parla anche di carrozzine vecchie, logore e senza pedane per i piedi e di spazi comuni gestiti in modo da valutare l’efficacia di un piano di evacuazione, in caso di incendio o allarme che imponesse un rapido abbandono dell'edificio.
Il contratto della cooperativa Haus Sonnenschein con i proprietari del Burgund scadrà nel 2018, ma pare che la direttrice in questi ultimi mesi abbia iniziato a volgere il proprio sguardo all'estero. Dorothee Wagner stessa non smentisce: “Stiamo lavorando per realizzare una nuova struttura in Austria nella zona di Innsbruck, magari creando un’importante collaborazione con l'università. Al centro sempre l'assistenza agli anziani affetti da demenza senile”.
Dopo anni di battaglie per tenere in piedi il progetto Sonnenschein a Merano pare che la direttrice stia valutando l'ipotesi di andare altrove. “Villa Burgund con i suoi 30 ospiti non verrà abbandonata, mi creda – replica lei – ma entrerà a far parte di un progetto internazionale”. Intanto, però, il sovraffollamento di villa Burgund resta.
Il dramma è però che, se Haus Sonnenschein chiudesse, i suoi attuali ospiti non avrebbero alcun posto dove essere accolti, vista la carenza di posti letto per lungodegenti e malati di demenza in città.
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