LAIVES. Alla casa di lungodegenza "Domus MeriDiana", si punta al miglioramento dell'ala riservata alla demenza. Si tratta dell'ultima arrivata, in ordine di tempo, un servizio prezioso e insostituibile per gli ospiti affetti proprio da demenza, che così hanno uno spazio specifico a disposizione dove potersi muovere liberamente. Nel programma degli interventi per quest'anno, ci sono proprio lavori per migliorare questo spazio, dotandolo ad esempio di un ascensore che porta fino a piano terreno, in maniera che si possa quindi raggiungere comodamente il giardino, in particolare durante la bella stagione. «Poi - aggiunge il direttore della Domus Meridiana, Marco Maffeis - contiamo anche di realizzare un "Wintergarden" e di favorire una migliore illuminazione naturale intervenendo sulla muratura della sala mensa. Complessivamente si tratterà di impegnare circa 140mila euro, 100mila dei quali verranno dalla Provincia e altri 40mila dal Comune di Laives».

E proprio la giunta comunale, recentemente, ha approvato, mediante una delibera adottata a fine febbraio, il programma degli investimenti previsti alla lungodegenti di via Sottomonte a Laives, cosicché si potrà procedere con i lavori appena completato l'iter amministrativo. Nel tempo, la casa lungodegenti (che conta 63 posti letto) si è evoluta e da "ricovero" per lungodegenti che era all'inizio, un poco alla volta si è dotata di un centro diurno e quindi, del centro demenza, un'ala del complesso allestita in maniera tale da ridurre il più possibile qualunque disorientamento per chi vi si trova. Ecco quindi che è stata dotata ad esempio di una piccola cucina, del tutto simile a quelle che le persone avevano a casa loro e poi i colori studiati per aiutare l'orientamento e l'arredamento che fa sembrare il tutto proprio come fosse un normale appartamento. Con il tempo si è anche visto che questa dotazione contribuisce concretamente al miglioramento delle condizioni di chi è affetto da demenza e adesso, per finire l'opera, si installerà un ascensore e si migliorerà l'illuminazione naturale degli spazi, il tutto per garantire maggiore tranquillità possibile a coloro che si trovano nell'ala della casa lungodegenti riservata alle persone colpite da demenza, facendole sentire più a casa che in una struttura d’accoglienza, con tutti i risvolti psicologici che ne conseguono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA