MERANO. Al primo tentativo la modifica dello statuto verso una maggiore democrazia diretta e partecipativa non ottiene la maggioranza necessaria in consiglio comunale. L'altra sera solo 18 sono stati i consiglieri a favore delle modifiche che disciplinano il quorum per la raccolta firme e quella per la validità dell'esito della consultazione popolare.

La proposta della giunta, modificata dopo il clamoroso voto contrario in commissione affari istituzionali (zero voti favorevoli, un contrario e sei astenuti), prevede ora che servano le firme del 4% degli aventi diritto al voto per presentare il quesito referendario e il 20% dei votanti per la validità dell'esito. Al momento del voto in aula i consiglieri di maggioranza erano 19 (assenti i consiglieri Duso e Ganner) su 32, ma a favore hanno votato solo in 18. La votazione, su richiesta dei consiglieri di opposizione, è avvenuta in modo segreto.

Pare che due consiglieri di opposizione abbiano votato con la maggioranza e altri 3 consiglieri di maggioranza abbiano disobbedito. Fatto sta che lo statuto per essere approvato in prima battuta avrebbe dovuto ottenere il favore dei due terzi dei consiglieri (23 su 36).

Ora serviranno altre due votazioni con maggioranza semplice (19 sì su 36), già convocate per il 12 e 13 gennaio, per arrivare all'approvazione.

Ben undici gli emendamenti presentati dai partiti di opposizione, 4 dalla Civica e 7 dal Movimento 5 stelle. Nove le bocciature, mentre due emendamenti dei pentastellati sono stati approvati. Il primo reintroduce il referendum consultivo, che la bozza finale di modifica dello statuto aveva cancellato, il secondo cancella dal testo la regola secondo cui le consultazioni possono tenersi "compatibilmente con i vincoli di bilancio". Prima della seduta i capigruppo avevano messo mano anche al testo dell'articolo 65, laddove riduceva il diritto di accesso agli atti agli interessati. La versione votata prevede la più ampia possibilità di accesso agli atti pubblici approvati per tutti i cittadini. Critiche di David Augscheller (Sinistra ecosociale) e di Giorgio Balzarini (Civica) a sindaco e Verdi per “aver disatteso le aspettative proprio in tema di trasparenza del processo decisionale”, con riferimento alle recenti nomine di Alperia. (rog)