BOLZANO. “Approvate il testo della legge concernente Partecipazione civica in Alto Adige, approvata dal consiglio provinciale il 6 giugno 2013 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 26 del 25 giugno 2013 ?": è questo il quesito che gli aventi diritto al voto in Alto Adige troveranno sulla scheda del referendum che si svolgerà domani. Non è previsto alcun quorum: la consultazione sarà valida indipendentemente dal numero di partecipanti alla votazione. Se la maggioranza vota sì, conferma il testo della legge su "Partecipazione civica in Alto Adige" approvata nel giugno 2013 dal consiglio provinciale. Il presidente della Provincia promulga la nuova legge provinciale, che entra in vigore e sostituisce la legge 11/2005. Se la maggioranza dei votanti al referendum vota no, respinge il testo della legge su "Partecipazione civica in Alto Adige" approvata nel giugno 2013 dal consiglio provinciale. Resta quindi in vigore la legge 11/2005.

Sono chiamati ad esprimere il proprio voto i cittadini che alla data di domani abbiano compiuto i 18 anni; siano iscritti nelle liste elettorali; alla data di pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali referendari siano residenti nel territorio della regione Trentino-Alto Adige da un periodo ininterrotto di quattro anni e nel quadriennio abbiano maturato il maggior periodo di residenza nel territorio della provincia di Bolzano. Gli elettori devono presentarsi alla sezione indicata sulla tessera elettorale, muniti della tessera stessa e di un documento di riconoscimento (in caso di smarrimento o furto, rivolgersi agli Uffici elettorali comunali). I seggi saranno aperti dalle 6 alle 22, ma la centrale elettorale invita a recarsi a votare dopo le 7.30 per evitare di dover attendere fuori dalla sezione elettorale la fine delle operazioni preparatorie, tra cui la timbratura di tutte le schede. Per saperne di più sulle modalità di voto, c’è il sito web elezioni.provincia.bz.it.

Tra i partiti c’è solo la Svp che invita a votare sì, in quanto la legge rappresenterebbe un importante passo avanti sulla strada della democrazia diretta. Tutti gli altri invitano a votare no: sostengono questa linea i sindacati (ad eccezione della Uil che non dà indicazioni di voto, ma invita ad andare alle urne) e una serie di associazioni. La critica principale riguarda il numero delle firme richiesto: 26 mila - dicono i critici - sono troppe.

Ieri intanto ultimo giorno di appelli al voto. In una conferenza stampa Ulli Mair e Pius Leitner, consiglieri provinciali dei Freiheitlichen, hanno invitato a votare no: «Se vincono i no, si può metter mano alla legge del 2005. Bastano due correttivi: si riducono le firme necessarie da 13 a 10 mila e il quorum dal 40 al 15%. La legge del 2013 di fatto nega il referendum».

Ultimi volantinaggi, anche per Sel che dice no per “evitare si possa mettere definitivamente una pietra tombale sul capitolo della democrazia diretta, ma soprattutto per evitare di dare un decisivo "lasciapassare" alla Svp per scriversi da sola le regole democratiche dell'autonomia”. Sul fronte del no Alessandro Urzì, consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore: «La Svp non ha avuto il coraggio di dichiararsi contraria alla democrazia diretta ed allora ha nascosto il suo imbarazzo dietro la foglia di fico di una legge che è chiamata "per la partecipazione popolare" ma di fatto nega l'esercizio della democrazia diretta». Appello per il no di Doriana Pavanello, segretaria Cgil: «Questa legge invece di facilitare la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche, la avvilisce e la scoraggia».