PHOTO
BOLZANO. È arrivato il giorno del referendum sulla democrazia diretta. Gli altoatesini sono chiamati oggi a votare «sì» o «no» alla legge provinciale del 2013 sulla partecipazione civica. Seggi aperti sino alle 22; l’apertura ufficiale è alle 6, ma devono prima essere svolte le operazioni di routine, per cui la Provincia suggerisce di non recarsi ai seggi prima delle ore 7. Lo scrutinio avverrà domani mattina, a partire dalle 7.
Niente quorum. Quello di oggi è il primo referendum confermativo che si svolge nella nostra provinciale e non servirà il quorum. Qualsiasi sarà il numero dei votanti, ci sarà uno schieramento vincitore.
I precedenti. Il grande precedente referendario provinciale, non confermativo però, risale al 25 ottobre 2009, con i quesiti su aeroporto, edilizia agevolata, legge urbanistica sulle seconde case e abolizione della legge sulla democrazia diretta in vigore all’epoca. Serviva il quorum del 40%, obiettivo mancato per poco: sull’aeroporto votò il 38% degli aventi diritto.
Cosa e quando. Si vota solo oggi. Votano gli aventi diritto alle «normali consultazioni», recandosi ai seggi con la propria tessera elettorale. È importante controllare la tessera: c’è uno spazio libero per il timbro del referendum? Le prime tessere elettorali sono state consegnate nel 2001 e chi ha sempre partecipato a elezioni e referendum potrebbe non avere più spazi liberi. In tal caso è sufficiente rinnovare la tessera presso il proprio comune.
Il quesito. Oggi si chiede agli altoatesini se desiderano confermare o cancellare la nuova legge sulla democrazia diretta, approvata dal consiglio provinciale nel giugno dello scorso anno. Questo il quesito sulla scheda elettorale: «Approvate il testo della legge concernente Partecipazione civica in Alto Adige, approvata dal Consiglio provinciale il 6 giugno 2013 e pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione n. 26 del 25 giugno 2013?».
La legge. Si tratta della legge, approvata in consiglio provinciale con i voti della sola Svp, che modifica la normativa del 2005. Modifica in molti punti quella precedente. Escluse le materie «etnicamente sensibili», la normativa ridisciplina la materia, dal referendum alla cosiddetta iniziativa popolare, stabilendo nuove regole.
La legge in vigore. Rende possibile il voto referendario abrogativo su leggi e propositivo su proposte di legge con 13.000 firme da raccogliere entro 3 mesi. Prevede un quorum del 40 per cento.
La nuova legge Svp. E’ quella si cui oggi votare Sì o No. Prevede il voto referendario abrogativo su leggi e propositivo su proposte di legge, semplici proposte e anche su delibere della Giunta: 8.000 firme entro sei mesi, poi altre 26.000 firme entro due mesi, anche online (raccolta elettronica delle firme); non è previsto un quorum; no al voto su leggi riguardanti le regole della democrazia e i costi della politica
Il gruppo “piu' democrazia”. Chiede il potere di controllo su tutte le leggi varate dal Consiglio e le delibere della Giunta di interesse provinciale con lo strumento del referendum confermativo (verifica di consenso): 7.500 firme entro tre mesi se si tratta di leggi e 45 giorni se si tratta di delibere di giunta; per il referendum d'iniziativa popolare: 10.000 firme da raccogliere entro 6 mesi; su questioni etniche, serve la maggioranza del gruppo linguistico interessato
Se vince il sì. Se la maggioranza dei votanti al referendum vota sì, viene confermato il testo della legge su «Partecipazione civica in Alto Adige» approvata nel giugno 2013 dal Consiglio provinciale. Il presidente della Provincia promulga la nuova legge provinciale, che entra in vigore, sostituisce la legge 11/2005 e produce da subito i suoi effetti.
Se vince il no. Se la maggioranza dei votanti al referendum oggi vota no, viene respinto il testo della legge del 2013. La legge non viene promulgata, non entra in vigore e resta in vigore la legge attuale, la 11/2005.
Sul nostro sito, oggi, l’andamento delle affluenze (ore 11, 17 e 22) e da domani mattina lo scrutinio, via Provincia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


