BOLZANO. Tutte le regioni perderanno parlamentari: se verrà approvata la riforma costituzionale così andrà. In Alto Adige il taglio potrebbe ripercuotersi soprattutto sul gruppo italiano. Non tanto sui senatori, ma sui deputati. È questo lo scenario, come riferito ieri, del disegno di legge elettorale appena approvato al Senato, che corre parallelo alla proposta di riforma costituzionale. Per il Trentino Alto Adige sono previsti 7 deputati (invece degli attuali 11), con due collegi per provincia e tre deputati eletti con il proporzionale, mentre per il Senato si passa da sette a sei senatori, ma resteranno tre collegi per provincia. Con due soli collegi alla Camera il gruppo italiano in Alto Adige rischia la propria rappresentanza. «Insisteremo con gli emendamenti anche alla Camera», annunciano i parlamentari Svp, che avevano proposto di confermare tre collegi per la Camera (così è stata eletta Maria Elena Boschi, con accordo tra Pd e Svp nel collegio Bolzano-Bassa Atesina). Al Senato gli emendamenti non sono passati. Il senatore Gianclaudio Bressa (Gruppo per le Autonomie) è scettico: «I tre collegi senatoriali sono stati salvati perché c’era l’appiglio della misura n. 111 di applicazione del Pacchetto. La soluzione ottimale sarebbe tenere tre collegi per la Camera e toglierne uno dal proporzionale, ma con questo governo mi sembrano finiti i tempi in cui si dava il via libera a norme “a parte” per le autonomie speciali, in assenza di vincoli giuridici specifici». Il senatore Vincenzo Garruti (M5S), relatore del disegno di legge, ha riferito in Senato che «non può essere accolto un intervento derogatorio sulla Camera». Questa è la posizione del M5S locale. «Ne ho parlato con il ministro Riccardo Fraccaro. Stiamo verificando alcune proiezioni, ma con tre deputati eletti con il proporzionale il gruppo italiano avrà più possibilità, mentre i collegi dipendono sempre dalla Svp», riferisce Diego Nicolini. Di avviso diverso il deputato Filippo Maturi (Lega): «Il rischio per il gruppo italiano c’è e lo stiamo studiando. Dobbiamo confrontarci con i colleghi trentini e il senatore Calderoli. Abbiamo chiesto alcune proiezioni per un nostro emendamento».