PHOTO
BOLZANO. Il futuro della Zona è tutto da giocare adesso che la liberalizzazione di Monti cancella anche le zone produttive che vietano la vendita al dettaglio. Paul Klotz, amministratore delegato Despar-Aspiag, è pronto a scendere in campo con un centro commerciale da 60 a 100 negozi: «Da sempre il nostro sogno per Bolzano». Solo pochi mesi infatti e Bolzano Sud dirà addio al commercio all'ingrosso (auto, materiali edili, arredamento e hobbistica), per far spazio alla vendita al dettaglio di ogni tipo di merce. Insomma sta per scattare la rivoluzione della Zona che porterà all'apertura di nuovi negozi, centri commerciali ed all'ampliamento di quelli esistenti. Annusa l'aria anche il gruppo della grande distribuzione Aspiag-Despar che vanta un fatturato da 1,57 miliardi di euro e che ha per il 2012 un importante programma di apertura di nuovi punti vendita. «Stiamo pensando molto seriamente di realizzare in città un centro commerciale che possa contenere da un minimo di sessanta ad un massimo di cento negozi». Così parla Klotz che non ha mai mandato giù la delusione per la scelta della commissione tecnica provinciale che alcuni mesi fa ha preferito il raddoppio del Twenty al progetto Aspiag. E il manager che ha sempre detto di non avere alcun'intenzione di abbandonare la partita, adesso si rifà sotto. «Noi avevamo proposto come location via Buozzi, dove attualmente abbiamo il nostro deposito: dal punto di vista dell'accessibilità e per quanto riguarda il potenziale parcheggi non c'è storia con nessuno dei centri già esistenti e parlo sia del Twenty di via Galilei che del Centrum di via Galvani». State cercando anche altri spazi? «Sì, stiamo monitorando ogni situazione che possa offrirci una buona soluzione». Si parla di un investimento importante che si aggirerebbe sui 100-120 milioni di euro. «I soldi per portare avanti un'impresa nella quale il gruppo crede con forza ci sono, aspettiamo che la politica faccia la sua parte». Lei è convinto che la liberalizzazione del commercio arriverà anche in Alto Adige? «Prima di capire se arriverà qui o no voglio vedere se Monti riuscirà a far approvare il decreto così com'è dal Parlamento ed io nutro qualche dubbio». Se ce la farà...? «Bisogna vedere cosa riuscirà a fare la politica altoatesina per stoppare lo stoppabile». Lei cosa pensa? «Mi auguro che arrivi. Trovo importantissima, per esempio, la liberalizzazione del commercio nei centri storici dove adesso spesso abbiamo le mani legate. A proposito ricordo che tra qualche mese apriamo un nuovo supermercato da mille metri quadrati anche in via Museo e lo facciamo senza chiuderne nessuno di piccolo». Klotz si riferisce ai nuovi spazi dove sta costruendo Tosolini, giusto accanto al Museo archeologico. Non vi fa gola la Zona? «Certo. Abbiamo un sogno che speriamo di poter realizzare che dovrebbe portarci ad aprire il primo vero centro commerciale dell'Alto Adige che Bolzano ancora non ha a differenza di Innsbruck che pur essendo più piccola può vantare dalle sei alle sette strutture di questo tipo». Ma secondo lei Bolzano ha bisogno di un centro commerciale? «Assolutamente sì. Il Twenty è un buon inizio ma c'è bisogno di qualcos'altro di più grande, più articolato e più complesso che riesca a soddisfare le esigenze dei consumatori». Ma il mercato è in grado di assorbire un'altra maxistruttura dopo che gli spazi del Twenty saranno raddoppiati e quelli del Centrum ampliati? «Sì, Bolzano è l'unica città d'Europa a non poter godere ancora di un centro commerciale all'altezza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA


