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BOLZANO. I vertici Despar si sono incontrati a Salisburgo l'altro mattina. Hanno aperto la cartina d'Italia, verificato le bandierine che rappresentano, ognuna, un nuovo centro commerciale e hanno ben fissato quella che pungeva Bolzano. L'hanno schiacciata sulla scritta Bz. Perché Despar non molla la presa, anzi spinge ancora di più. E così il megastore di via Buozzi è stato definito strategico. Questo pochi giorni fa.
C'erano dirigenti e, soprattutto, tecnici a Salisburgo. La loro presenza, per Bolzano, significa fase progettuale. Uno di loro conferma: «E così, il centro commerciale non è più soltanto un'idea. Stiamo lavorando sui rendering». In sostanza, la conclusione prossima dei lavori sul Twenty non accenna a far descrescere la spinta verso la creazione di una pesante concorrenza poco più a sud. E ancora: il momento è ritenuto strategicamente interessante, perché il congelamento della procedura sul "Pru" (programma di recupero urbano) di via Alto Adige apre una finestra temporale che potrebbe restare aperta ancora a lungo. La riqualificazione della stazione autocorriere con al centro il megastore benkiano resta un'opzione significativamente impegnativa rispetto ai livelli di compatibilità di grandi offerte distributive concentrate a Bolzano, ma se fosse stata immediatamente sdoganata sarebbe stato un pensiero in più per i vertici Despar.
Paul Klotz, da Mestre, dalla centrale strategica del gruppo, mostra di non avere il fiatone: «Aspettiamo - dice- perché ci sono un paio di questioni ancora da risolvere». Mister Despar, come l'hanno definito le emittenti trivenete, ha un piano che non fa deflettere di una virgola. Le questioni aperte restano soltanto quelle legate alle risposte che la Provincia e il Tar devono fornire rispetto alla definizione delle norme territoriali in materia di grande distribuzione al dettaglio in zona produttiva. «Certo - dicono fonti anonime - nulla vieterebbe di forzare la mano. Perché ogni volta che è stato aperto un contenzioso tra leggi provinciali e normativa nazionale sulla liberalizzazione del commercio, hanno sempre prevalso queste ultime».
Ma non è nell'interesse Aspiag avviare un contenzioso strategico. È come se a Mestre si fossero messi in riva al fiume, ad aspettare. Il nuovo centro commerciale sarà grande, molto grande. Ma non così grande come sembravano consentire le dimensioni del terreno a disposizione. Potevano essere 60mila metri cubi, ben più del primo progetto Chipperfield. Saranno molto meno. Non i 22mila di via Perathoner ma forse sotto i 35 mila. Klotz, l'ad del gruppo, conferma questo sottodimensionamento rispetto ai timori dei concorrenti. E anche l'offerta commerciale non dovrebbe cannibalizzare quelle preesistenti ma sovrapporsi, diversificandole. Certo, Aspiag in via Buozzi con un centro commerciale modernissimo e posto in uno snodo perfetto rispetto agli accessi del capoluogo da nord e da sud, è molto temuto. Dalla concorrenza più che dai consumatori. «E anche quelli che si sono opposti al Pru di via Alto Adige, parlo dei commercianti del centro - spiega un progettista - potrebbero cadere dalla padella nella brace. Perché un'offerta così concorrenziale in via Buozzi e dunque in periferia, potrebbe togliere molti potenziali acquirenti al centro storico, che invece Benko avrebbe attratto».


