BOLZANO. «C'è un momento in cui occorre essere chiari: l'intesa va cercata a ogni costo con gli ecosociali. Punto. Tutte le altre strade lasciamole perdere». Parla da segretaria Liliana. Non da ex sindaca Di Fede. E lo fa dopo giorni in cui le porte tra Spagnolli e gli eletti, tra il Pd e gli altri partiti non sembravano aperte o chiuse ma socchiuse, scorrevoli, con spiragli che apparivano d'improvviso per poi richiudersi. Per questo Liliana Di Fede è intervenuta: per mettersi di traverso rispetto a "soluzioni opportunistiche".

Che sarebbero, segretaria?

«Tante e apparentemente più facili di quella che invece deve essere perseguita con grande coerenza».

Che sarebbe quella con gli ecosociali. Tutti oppure i sociali sì e gli "eco" no?

«Tutti insieme. Sono gli alleati con i quali abbiamo fatto grandi cose nella passata legislatura».

Per la Svp tante altre si sarebbero potute fare con meno litigi in giunta...

«Ne dico una per tutte: il museo sotto il monumento. Un'operazione che ha segnato un epoca. Ci sarà un prima e un dopo quel museo arrivato anche grazie all’opera di Patrizia Trincanato».

Che non c'è più...

«Ma ci sono i suoi e le sue eredi. E' questo che intendo quando dico che dobbiamo dire no a scorciatoie opportunistiche. Quella è stata una decisione politicamente di grande qualità»

Ma da allora ad oggi ci sono state elezioni abbastanza deludenti per i due più grandi partiti.

"Una ragione in più per rilanciare un patto non al ribasso. Dobbiamo recuperare i nostri valori più alti non cedere al tanto peggio tanto meglio. Per mettere in piedi una giunta e governare il più possibile».

E gli ecosociali sono indispensabili...

«Lo sono perchè condividono con noi una serie di idee e ideali comuni».

Ma la Svp dice: col Pd abbiamo fatto un patto...

«Che andrà ora limato per trovare un punto di convergenza».

Ma dice anche: con gli ecosociali abbiamo quasi sempre litigato...

«Non è vero. Si è discusso, questo sì. Ma c'è stata coerenza di governo».

Ma la Stefanelli dice: su Benko e sulla procedure del Pru fermiamoci e ricominciamo daccapo. Non è una idea in rotta di collisione con le vostre?

«Ci sono idee diverse. Ma il compito del Pd è proprio questo: trovare un punto di convergenza. Una sintesi politica dove si possa stabilire un equilibrio. Certo che se tutti quanti si irrigidiscono e dicono: io da qui non mi muovo di un millimetro, allora non si va da nessuna parte. Ma chi dice così dovrà poi assumersi le responsabilità di un fallimento».

Spagnolli è convinto di questa unica strada che il partito gli indica?

«Lui deve conoscere tutte le posizioni ma poi andare al punto. Non lo si deve lasciare solo in questo. Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre risorse per affiancarlo».

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