BOLZANO. Lo strappo è ufficiale. La segretaria del Pd Liliana Di Fede ha cancellato ieri la segreteria e nominato una nuova squadra. I nomi sono stati comunicati alla segreteria uscente in una riunione convocata mezzora prima della assemblea provinciale. Quest’ultima seduta è stata poi tesa, con la minoranza che ha invocato le dimissioni della segretaria e un nuovo congresso. Non è stata però presentata alcuna mozione di sfiducia. Intanto è arrivato lo strappo dei quattro giovani, di cui due segretari di circolo (Scuttari e Da Col, vedi articolo sopra), ma la loro lettera contro i vertici del partito non ha provocato ripensamenti sull’operazione. Questi i nomi della nuova segreteria: Carlo Bassetti (Bolzano), Alessandro Huber (segretario del circolo Centro-Gries), Christian Schatzer (Bressanone), Giuseppe Marino (Merano), Aneta Ngucaj (segretaria del circolo di Bronzolo), Nadia Mazzardis (Bolzano) e Sonia Zanotti (Egna). Ha rinunciato Alexander Tezzele, che fa parte de «Il futuro nelle nostre mani», insieme a Huber, e ai dimissionari Scuttari, Matteo e Gianluca Da Col.

Insieme al passo indietro di Tezzele dalla segreteria c’è un certo imbarazzo tra esponenti della maggioranza. Sandro Repetto, per dire, da un lato spera che la sterzata funzioni, dall’altro lato commenta «il giovanilismo a tutti costi non mi convince». Liliana Di Fede incassa le critiche e va avanti: «La segreteria dei democratici non deve più essere luogo di mediazione e tatticismi, ma luogo di elaborazione e idee». Luisa Gnecchi accusa: «Abbiamo saputo dai giornali che la segretaria avrebbe azzerato la segreteria. Tutte le colpe vanno alla segreteria e i meriti alla segretaria che può cacciare e sostituire? Le elezioni di Laives non confermano questo». Aggiunge Gnecchi: «Liliana Di Fede è stata eletta dall'assemblea non dalle primarie. Ricordo che l'assemblea del Pd uscita dalle primarie non ha portato ad una vera maggioranza in assemblea, è stata usata una forzatura prevista dal regolamento nazionale, che dava diritto a 7 persone decise dall'assemblea precedente e che non ha affrontato le primarie. Nonostante questa forzatura, che ha dato una significativa maggioranza a Di Fede, Costa e Tommasini, adesso scaricano la responsabilità su chi non ha avuto la possibilità reale di incidere. Mi sembra veramente troppo comodo». Roberto Bizzo commenta: «Se non fosse drammatica, sarebbe una situazione ridicola». Nella segreteria è entrato Giuseppe Marino, che si era schierato alle primarie con Mauro Randi. Bizzo commenta: «Marino è lì perché chiamato dalla segretaria». Randi, che resta presidente della assemblea, sottolinea: «Se ne vanno anche i giovani che avevano appoggiato Di Fede. Cornelia Brugger ha detto la sua. Il malessere nel Pd non è più solo dei bizziani, ma le voci contrarie vengono punite». Sergio Bonagura ha ricordato che il Pd nazionale sta elaborando le nuove regole (senza primarie) per l’elezione dei segretari regionali. Segreteria a termine?