BOLZANO. Aveva un tumore ma al San Maurizio l'hanno capito con due anni di ritardo. Per colpa di una diagnosi errata, che le fatto perdere tempo prezioso, una donna è stata risarcita dalla commissione conciliativa del San Maurizio con 25 mila euro. La paziente - di cui non pubblichiamo il nome e la patologia precisa per evidenti questioni di privacy - sta meglio. Tutto inizia nel 2009.

La signora non si sente bene e si sottopone a tutte le analisi del caso per capire di cosa si tratta, se è solo un momento di stanchezza o se c'è qualcosa di più grave. I medici la visitano, la sottopongono e tutti gli esami di rito prima di arrivare alla diagnosi. Diagnosi che tranquillizza la donna e la manda a casa sollevata. Dovrà comunque sottoporsi a cure anche lunghe ma almeno - così pensa lei - non si tratta di tumore.

La paziente inizia a prendere le medicine che le hanno prescritto i medici che però non risolvono il problema: il tempo passa ed i sintomi restano quelli dei primi mesi. A questo punto chiede di essere sottoposta ad ulteriori indagini ed analisi perché la malattia oltre a non passare e a non dare nemmeno il minimo segno di miglioramento si è addirittura aggravata. Ricomincia così la trafila che questa volta dà però esito differente: si tratta di tumore.

La paziente è spaventata perché la diagnosi errata le ha fatto perdere due anni di tempo prezioso. Viene immediatamente sottoposta a cure anche pesanti e la malattia inizia a recedere. La paziente migliora ma non si arrende e chiede ragione ai medici ed all'ospedale di quel che è successo. Ospedale che - esaminate le carte - le dà ragione e la risarcisce con 25 mila euro.

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