BOLZANO. Il Pd si prepara a nuove elezioni. Nulla di ufficiale, ma il treno sembra avviato su quel binario. Si proverà a ricucire con i Verdi. Più che altro per dovere. In caso di fallimento, è probabile che si decida di staccare la spina alla terza giunta Spagnolli. La scaletta dei tempi è stata definita. Se saranno elezioni, cadranno nella tarda primavera. Per arrivarci deve partire la corsa per approvare una nuova legge elettorale. L’assessore regionale Noggler è al lavoro.

Il diktat del Pd. La segretaria Liliana Di Fede ha presentato ieri la sua linea sul caos in Comune, dove la giunta Spagnolli non ha una maggioranza: «Non a ogni costo». Così Di Fede: «La governabilità è un valore importante, ma ci sono anche altri principi, come la coerenza politica e l’efficacia amministrativa. Devono essere presenti tutti i tre requisiti». Spagnolli ha la nostra fiducia. È in una posizione non facile e dovrà trovare la soluzione migliore». Di Fede esclude sia un galleggiamento basato su maggioranze variabili, sia uno spostamento della maggioranze verso centrodestra. «Serve un progetto di governo», dice sul primo punto e sul secondo ribadisce, «siamo un partito di centrosinistra e ho appena parlato di coerenza». Il rapporto con i Verdi? «Dopo la bocciatura sul progetto Benko abbiamo parlato chiaramente...», risponde Liliana Di Fede. Con un duro comunicato. Come detto, un tentativo per costruire una alleanza, anche a tempo, verrà effettuato. Nel Pd su questo tema volano gli stracci pubblicamente, con una querelle finita ieri su facebook tra consiglieri comunali e non. L’assessore Mauro Randi invita i colleghi a ricordare che la giunta è stata votata grazie a un accordo con i Verdi, «preso da tutti, a partire dal sindaco». Sergio Bonagura replica che l’accordo «non rispettato» prevedeva anche un chiarimento prima del voto su Benko sull’eventuale ingresso dei Verdi in maggioranza. Di sicuro una parte del Pd si trova stretta nei risultati elettorali: su sette eletti (Spagnolli compreso), tre esponenti del gruppo Bizzo, il capogruppo Silvano Baratta criticato per la gestione del voto su Benko e Sandro Repetto, che ha preso «troppe» preferenze. Nonostante i rischi, tornare a votare non viene visto come il male peggiore.

Il gelo di Kompatscher. Il presidente provinciale Arno Kompatscher è gelido sulla bocciatura del progetto Benko: «Mi aspetto che non ci si lamenti più che a Bolzano non si fanno le cose e altrove sì. Bolzano non riesce a portare avanti i progetti. I paletti erano stati fissati dalla giunta comunale, cioè dalla maggioranza, e la maggioranza in Consiglio ha contribuito a bocciare il progetto». L’assessore Luigi Gallo replica: «Mi faccia capire presidente: mentre nel resto dei Comuni investe la Provincia, a Bolzano per "fare qualcosa" bisogna vendersi pezzi del nostro territorio?». Bertinazzo, segretario Psi, propone un referendum. Anna Pitarelli segnala: danneggiata la sua bicicletta davanti al Comune

Serve una legge. Si torna a parlare del metodo elettorale D’Hondt, che potrebbe ridurre il numero di partiti in consiglio comunale. Pd e Svp vogliono garantirsi al più presto la nuova legge elettorale, nel caso di caduta o dimissioni di Spagnolli. Noggler riassume le tappe. Si punta a modificare il regolamento del consiglio regionale entro l’autunno. Subito dopo, Noggler presenterà un testo unico che raduni le attuali 54 leggi sui Comuni. Solo a quel punto, «entro febbraio, potremo presentare un disegno di legge con il modello elettorale per i principali Comuni. Dobbiamo preparare anche le elezioni dei comuni trentini che hanno deciso la fusione e che andranno alle urne a maggio 2016».

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