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BOLZANO. Il presidente Durnwalder dimezza i forestali distaccati all'ufficio caccia e pesca riducendo così al lumicino la sorveglianza nei boschi e sui torrenti. Una scelta politica che punta a lasciare mano libera in particolare ai cacciatori guidati da Klaus Stocker.
La scelta del presidente Durnwalder, nella sua qualità di assessore provinciale alla caccia e alla pesca, è finita dunque nel mirino dei molti cacciatori e pescatori che hanno sempre apprezzato il lavoro dei forestali distaccati presso l'ufficio provinciale caccia e pesca che non si limitava evidentemente al controllo delle licenze e delle catture, ma anche e soprattutto del rilascio delle acque dalle dighe, del rispetto dei piani di abbattimento e di ripopolamento e, non ultimo, anche dell'attività delle associazioni private degli appassionati vuoi delle doppiette, vuoi delle lenze.
E le critiche al provvedimento, che diventerà operativo con il prossimo 19 marzo, sono così arrivate a raffica e non si sono limitate alla diplomatica protesta dell'Ufficio provinciale, ma sono anche sfociate in un esposto alla procura della Repubblica firmato da due pescatori (uno di Bolzano e uno di Appiano) ipotizzando "il reato di interruzione di pubblico servizio". «Non possiamo certo essere soddisfatti di questa scelta - sottolinea infatti per parte sua il dirigente dell'Ufficio provinciale caccia e pesca Heinrich Erhard - perché così evidentemente andremo inevitabilmente a ridurre la nostra presenza sul territorio e per altro verso perderemo delle professionalità preziose, specializzate e abilitate, per un lavoro delicatissimo».
Ma sono decisamente meno diplomatici i due pescatori che hanno preso carta e penna ed inoltrato un esposto in procura per "interruzione di pubblico servizio". «La situazione - sostengono infatti - è nota a tutte le persone dell'ambiente: il direttore dell'Ufficio provinciale e il presidente dei cacciatori Klaus Stocker sono da tempo in forte contrasto, tanto che quest'ultimo non sopporta l'autorità dell'Ufficio e fa di tutto per depotenziarlo e per dare maggiori poteri alla sua associazione cacciatori, riducendo il controllo operato dall'autorità venatoria. E Stocker è un fedelissimo di Durnwalder».
«Non riteniamo giusto - proseguono poi i due pescatori - che i pescatori e la collettività debbano però subire questi giochi di potere. La nostra federazione - sottolineano - ha preso una decisa posizione contro questa riorganizzazione esponendo tutti i motivi per il mantenimento dei posti in essere di custodia ittico-venatoria. Purtroppo gli "agganci politici" non sono buoni visto che come pescatori contestiamo la posizione di Durnwalder di voler costruire ancora centrali sui nostri torrenti. Il presidente ci ha risposto che si tratta di risparmi sul personale legato al rispetto del patto di stabilità, ma ciò non può corrispondere al vero se pensiamo che assumeranno addirittura altri 25 forestali. E' possibile che per risparmiare si debbano tagliare proprio i posti di custode ittico-ventatorio?» E così ora dovrà occuparsene anche la procura che già sta mettendo gli occhi sulle singolari procedure che in decine di lotterie di paese vedono in palio esemplari di cervo; oppure su tutti i casi degli abbattimenti in deroga nelle riserve provinciali disposti in esclusiva discrezionalità del presidente.
La scelta del presidente Durnwalder, nella sua qualità di assessore provinciale alla caccia e alla pesca, è finita dunque nel mirino dei molti cacciatori e pescatori che hanno sempre apprezzato il lavoro dei forestali distaccati presso l'ufficio provinciale caccia e pesca che non si limitava evidentemente al controllo delle licenze e delle catture, ma anche e soprattutto del rilascio delle acque dalle dighe, del rispetto dei piani di abbattimento e di ripopolamento e, non ultimo, anche dell'attività delle associazioni private degli appassionati vuoi delle doppiette, vuoi delle lenze.
E le critiche al provvedimento, che diventerà operativo con il prossimo 19 marzo, sono così arrivate a raffica e non si sono limitate alla diplomatica protesta dell'Ufficio provinciale, ma sono anche sfociate in un esposto alla procura della Repubblica firmato da due pescatori (uno di Bolzano e uno di Appiano) ipotizzando "il reato di interruzione di pubblico servizio". «Non possiamo certo essere soddisfatti di questa scelta - sottolinea infatti per parte sua il dirigente dell'Ufficio provinciale caccia e pesca Heinrich Erhard - perché così evidentemente andremo inevitabilmente a ridurre la nostra presenza sul territorio e per altro verso perderemo delle professionalità preziose, specializzate e abilitate, per un lavoro delicatissimo».
Ma sono decisamente meno diplomatici i due pescatori che hanno preso carta e penna ed inoltrato un esposto in procura per "interruzione di pubblico servizio". «La situazione - sostengono infatti - è nota a tutte le persone dell'ambiente: il direttore dell'Ufficio provinciale e il presidente dei cacciatori Klaus Stocker sono da tempo in forte contrasto, tanto che quest'ultimo non sopporta l'autorità dell'Ufficio e fa di tutto per depotenziarlo e per dare maggiori poteri alla sua associazione cacciatori, riducendo il controllo operato dall'autorità venatoria. E Stocker è un fedelissimo di Durnwalder».
«Non riteniamo giusto - proseguono poi i due pescatori - che i pescatori e la collettività debbano però subire questi giochi di potere. La nostra federazione - sottolineano - ha preso una decisa posizione contro questa riorganizzazione esponendo tutti i motivi per il mantenimento dei posti in essere di custodia ittico-venatoria. Purtroppo gli "agganci politici" non sono buoni visto che come pescatori contestiamo la posizione di Durnwalder di voler costruire ancora centrali sui nostri torrenti. Il presidente ci ha risposto che si tratta di risparmi sul personale legato al rispetto del patto di stabilità, ma ciò non può corrispondere al vero se pensiamo che assumeranno addirittura altri 25 forestali. E' possibile che per risparmiare si debbano tagliare proprio i posti di custode ittico-ventatorio?» E così ora dovrà occuparsene anche la procura che già sta mettendo gli occhi sulle singolari procedure che in decine di lotterie di paese vedono in palio esemplari di cervo; oppure su tutti i casi degli abbattimenti in deroga nelle riserve provinciali disposti in esclusiva discrezionalità del presidente.
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