BOLZANO. Direttore generale della Provincia. Sono sessanta i candidati che si sono presentati per ricoprire questo nuovo ruolo, fino all’anno scorso sommato alla figura del segretario generale. Alle ore 12 di ieri scadevano i termini per depositare le candidature alla selezione bandita dalla Provincia. «La discrezione in una procedura simile è essenziale, per questo abbiamo incaricato per lo svolgimento dell'iter di selezione un'impresa specializzata e con grande esperienza nella ricerca di personale», anticipa l’assessore Waltraud Deeg, che avrà il direttore generale al proprio fianco. Sempre per motivi di riservatezza Waltraud Deeg non indica quanti candidati provengano dall’interno e quanti dall’esterno della amministrazione provinciale. «Il prossimo passo prevede la verifica dei requisiti richiesti ai candidati, successivamente una commissione di esperti ne valuterà l'idoneità», anticipa l’assessore, per la quale è importante che il percorso si concluda nel più breve tempo possibile, «contiamo subito dopo l’estate». Il direttore generale avrà tra i propri compiti la riorganizzazione della amministrazione. Ricorda Waltraud Deeg: «Stiamo elaborando un concetto, che andrà messo in pratica, che ha come obiettivo una amministrazione trasparente, vicina ai cittadini e digitale». E più snella. La legge finanziaria provinciale per il 2014 prevede 25 ripartizioni (oggi sono 34) e non più di 160 uffici (oggi 210). Tagliare 9 ripartizioni e 50 uffici sarà uno dei compiti del nuovo manager, che dovrà prendere anche decisioni impopolari. «Sì, anche quelle», anticipa Waltraud Deeg, «ma come detto, il concetto generale è affidato alla politica, cioè alla giunta». La riorganizzazione è necessaria, precisa, perché l’ultima venne effettuata nel 1992: «Da allora sono cambiate molte cose, sono aumentate le competenze, le risorse, il personale, la struttura vede la presenza di uffici interni e agenzie, la digitalizzazione incalza. Insomma, è tempo di una messa a punto». L'amministrazione provinciale, con i suoi 18mila collaboratori e un bilancio di 5 miliardi di euro, conclude, «richiede una dirigenza competente, che dovrà confrontarsi con la riorganizzazione della macchina amministrativa, la semplificazione delle procedure, la valutazione delle risorse di personale e finanziarie, la scelta e la supervisione dei dirigenti».

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