SILANDRO. Da otto anni è costretta a vivere sulla sedia a rotelle e risiede a Silandro in un alloggio Ipes senza ascensore e con spazi ridotti, che le rendono difficile fare il bagno. Ha avuto bisogno, per casi urgenti, anche dell'intervento dell'ambulanza, ma i sanitari si sono trovati in grande difficoltà nel cercare di organizzare il trasferimento della donna e, in particolare, il suo trasporto fuori da appartamento ed edificio. Insomma, le condizioni dell'alloggio sono tali da rendere la vita della donna complicata.
Chiariamo subito che Gaby Gurschler ha 56 anni e che vive sulla sedia a rotelle si trova da otto anni. È sposata, per la seconda volta, ed è madre di tre figli che sono già adulti. Vive, dal 1994, in un alloggio dell’Ipes in via Ponte di Legno nel capoluogo della Venosta. L'appartamento si trova al primo piano dello stabile dove non c'è l'ascensore. "Da otto anni - dice la signora Gurschler - non esco di casa. Per farmi il bagno devo sopportare una serie di peripezie, visto che la porta di ingresso ai servizi igienici è troppo stretta rispetto alle dimensioni della sedia a rotelle”.
La donna ha fatto domanda per avere un altro alloggio in affitto, ma finora la richiesta non è stata soddisfatta: "Mi hanno prospettato una soluzione che sarebbe l'unica possibile a Silandro in questo momento, ma l'alloggio si trova nei pressi della discoteca. Finirei per passare dalla padella alla brace. Ho dei dolori lancinanti che a malapena riesco a sopportare già qui in questo alloggio. Come potrei sopportarli nella nuova soluzione che mi è stata proposta?"
La signora Gurschler, che non esce di casa da otto anni, si è anche rivolta ai carabinieri e il suo caso, conosciuto a Silandro, sta facendo discutere. L'amministrazione comunale dice di non avere la competenza per risolvere la questione. L'Ipes, sollecitata a trovare una soluzione alternativa, ha solo potuto indicare una sistemazione che non è gradita alla signora Gurschler.
Del resto, per risolvere, almeno in parte, i problemi della donna sarebbero necessari dei lavori per modificare l’accesso al bagno ed adeguarlo alle esigenze della donna, magari prevedendo una porta di dimensioni più grandi in modo da far passare la carrozzella. E poi i servizi dovrebbero essere adattati ad una donna nelle condizioni in cui si trova la signora Gurschler, che dopo otto anni vuole uscire di casa "perché mi sono stancata di essere segregata", dice.
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