BOLZANO. L’intervento è stato assai rapido ed efficace, ma non basta. Messo in sicurezza e rimosso l’amianto, idem per quanto riguarda le batterie d’auto e le bombole di gas abbandonate. Nelle scorse settimane la discarica a cielo aperto all’ex campo nomadi sotto castel Firmiano è stata ripulita. Ad attivarsi in un battibaleno è stato il Comune, a seguito delle ripetute segnalazioni da parte dell’Alto Adige e dell’esposto presentato dal consigliere Enrico Lillo. Un intervento opportunamente sollecitato dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Trento, sentita la Procura bolzanina. Che non ha aperto un fascicolo soltanto perché ci si è mossi in fretta. Un’opportunità offerta dalla normativa vigente: il legislatore è più interessato a incentivare il ripristino delle condizioni ambientali preesistenti che non a sanzionare.

La questione Firmiano però non è affatto risolta. «Si è proceduto a mettere in sicurezza e si è fatta una prima pulizia generale», come conferma il comandante del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Trento, il luogotenente Carlo Bellini. «Si è iniziato con una prima rimozione grossolana del materiale visibile in superficie. Si è messo in sicurezza l’amianto, lo stesso si è fatto per le batterie d’auto eccetera. Su questo fronte le cose ora stanno andando meglio. Bisognerà però bonificare la vecchia discarica. I criteri con cui si stoccavano i rifiuti in passato non corrispondono agli attuali». A Bolzano i carabinieri del Noe sono saliti a seguito delle segnalazioni e per effettuare le verifiche del caso, sul campo e in municipio. «Per fortuna in questa fase non abbiamo riscontrato inerzie burocratiche. Il Comune ha subito avviato le procedure necessarie per confinare e per mettere in sicurezza. Poi si è dato incarico alla Seab di ripulire. I lavori sono stati eseguiti in maniera soddisfacente».

Non si è certo terminato del tutto, però. «In questi giorni si sta procedendo alle opere di pulizia, dove ci sono gli arbusti all’esterno dell’ex campo nomadi, con una certa difficoltà per via della fitta boscaglia». Anche l’ampia zona boschiva in cui sono stati rinvenuti notevoli depositi di bossoli abbandonati - originati con tutta probabilità dalla preesistente attività del vecchio poligono sotto a Firmiano - ancora non è stata sistemata. «Dovremo vedere come agire, perché in questi casi, quando si comincia a tirar fuori ciò che emerge in superficie, è facile trovare molto altro, interrato...»

Ora, dunque, bisogna passare alla fase due. «Bisogna stanziare i fondi per un intervento complessivo sulla ex discarica».

Quanto rinvenuto in superficie all’ex campo nomadi, infatti, era in linea con quanto rinvenuto in altre aree, ripristinate negli ultimi anni dal Comune: al Virgolo, alla Spaghettata.

«In pratica è lo standard di tutte le aree nomadi; ogni volta è così. Si trovano rifiuti cosiddetti speciali. Per racimolare qualche euro, si estrae il rame dai cavi e se ne abbandona la camicia esterna; si toglie il piombo dalle batterie e si abbandona il contenitore plastico». Se poi ci si mette anche l’amianto, è meglio correre in fretta ai ripari.

Il peggio, però, potrebbe riservarlo la collina sottostante il campo nomadi, utilizzata per decenni come discarica. «In passato i criteri di smaltimento dei rifiuti erano differenti dagli attuali». Ergo, c’è da augurarsi che il Comune intervenga rapidamente anche su questo fronte.

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