Discoteche aperte, ma al 30% Via l’obbligo dell’App-Immuni 

Nuove modifiche alla legge provinciale. Timido allentamento delle norme che regolano l’accesso ai locali da ballo  Felix Taschler del Club Max di Bressanone: «Scelta giusta, ma i margini di guadagno sono ancora troppo bassi per aprire»

Bolzano. La situazione Covid sembra in miglioramento anche in Alto Adige e così, la Provincia ha deciso di rendere leggermente meno rigide le norme anti contagio su alcuni fronti. Uno di questi è quello delle discoteche e dei locali da ballo, luoghi di aggregazione per antonomasia, che hanno potuto riaprire i battenti il 15 luglio scorso. Proprio ieri, infatti, a giunta provinciale ha approvato alcune facilitazioni per l’accesso a questa categoria di locali, modificando così l’ “Allegato A” della legge provinciale 4 del 2020 che contiene norme generali e misure specifiche per diversi settori costantemente attualizzate alla luce dell’andamento dei dati epidemiologici. Si tratta di un adeguamento proposto dallo stesso presidente Arno Kompatscher che consente l’accesso alle discoteche e alle sale da ballo ad un numero maggiore di persone rispetto a quanto previsto fino a ieri. Ora, in pratica, nei locali può accedere il 30 per cento delle persone consentite sulla base della superficie del locale. Il numero massimo di persone che possono accedere al locale deve essere affisso all’entrata della struttura.

Basta App -Immuni

Il testo approvato ieri dalla giunta provinciale, proprio allo scopo di favorire l’obbligo di registrazione per chi accede nelle discoteche, non prevede più la necessità di scaricare l’app Immuni sul proprio telefonino. L’Allegato A della legge 4/2020, già aggiornato una prima volta il 14 luglio scorso, si leggeva che «all’entrata nelle discoteche, i visitatori devono inoltre essere registrati nominativamente. I visitatori sono tenuti a scaricare l’App-Immuni sul proprio smartphone e ad attivarla». Ma non si può certo parlare di un’apertura totale come poteva esserlo quella pre-Covid. Fermo restando che l’Azienda Sanitaria continua a consigliare di scaricare l’App-Immuni, i frequentatori delle discoteche e dei locali da ballo devono esibire un documento di riconoscimento, così da poterli tracciare nel malaugurato caso si registrasse un’infezione. Per questo, le discoteche sono obbligate a registrare i loro clienti e a rilevarne i dati.

Kompatscher chiarisce

«Le norme per le discoteche – chiarisce il presidente della giunta provinciale Arno Kompatscher – rimangono molto severe. Restano infatti in vigore le limitazioni di accesso ai locali, la completa registrazione dei dati dei clienti e l’obbligo di indossare costantemente la mascherina, allo scopo di ridurre al minimo il rischio di contagio. Le modifiche dell’Allegato A approvate dalla giunta – conclude il presidente – rappresentano un compromesso che facilita la gestione delle strutture».

La nuova versione dell’Allegato A è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione ed entra in vigore già da oggi.

Il gestore

Ma le novità apportate dalla giunta provinciale possono bastare per far tornare la gente a ballare e, soprattutto, per risollevare un settore tra i più penalizzati dalla pandemia? Felix Taschler titolare del Club Max di Bressanone è moderatamente ottimista. Una notizia tutt’altro che scontata visto che il 15 luglio scorso, il giorno dell’entrata in vigore delle “prime” regole della Provincia, le aveva definite “come un forte pugno in faccia” in un posto sul profilo Facebook del locale. «Certo – spiega – questa è una buona notizia e credo che la scelta della Provincia vada nella direzione giusta». Ma le note liete finiscono qui. Perché quell’accesso consentito solo al 30 per cento della capienza complessiva di un locale resta una soglia ancora troppo alta per molti. «Ogni titolare di discoteca – continua Taschler – deve fare i conti e valutare se aprire in queste condizioni gli garantisce un margine di guadagno. Noi del Club Max, ad esempio, riteniamo che non sia ancora possibile. Certo, stiamo valutando anche una riduzione del personale, per limitare al massimo i costi, e forse potremmo riuscirci. Stiamo valutando».