BOLZANO. Dopo le proteste per gli ultimi disservizi denunciati da utenti (sulla linea 2), sindacalisti e autisti - dai passeggeri caduti per frenate brusche ai bus sovraffollati, dai turni di lavoro eccessivamente pesanti ai percorsi non sempre soddisfacenti in alcune zone della città ma anche a Laives - il presidente di Sasa Bolzano Stefano Pagani cerca ora di parare i colpi. Sa bene di avere contro soprattutto l’ex portavoce di una sigla sindacale che per sua sfortuna è la più rappresentativa perché interpreta il malumore di una settantina di autisti rispetto ai 250 a libro paga ma non ha perso il consueto cauto ottimismo, lo stesso che gli ha consentito di restare alla guida dell'azienda di trasporto pubblico pochi mesi fa nonostante gli attacchi incrociati dei suoi nemici dichiarati. In città, salvo casi isolati, Sasa funziona. In ogni caso, visto che gli autisti della Rsu aziendale hanno proclamato venerdì scorso lo stato di agitazione, Pagani dovrà convocare un'assemblea entro venerdì.
Presidente Pagani, sorpreso di quest'ennesimo attacco frontale nei suoi confronti?
«In democrazia è giusto che tutti dicano ciò che pensano e pertanto ora sarò ben felice di ascoltare le lagnanze di quella parte della Rsu che dice di non condividere una serie di scelte dell'azienda. Nelle prossime ore convocherò un incontro che mi auguro possa spazzare il campo da possibili equivoci».
Già, partiamo dai turni massacranti, almeno secondo il sindacato.
«Su questo aspetto è già stato attivato un tavolo con tutte le sigle, autonomi compresi, e qualche proposta è stata recepita. Diciamo che sono pronto a valutare e apportare, se dovesse servire, ulteriori correttivi».
C'è chi dice che parte dei disservizi denunciati nei giorni scorsi dai passeggeri dipendano, ad esempio, dal fatto che per l'inizio delle scuole, il 5 settembre, non fosse ancora in vigore l'orario autunnale-invernale. Le risulta?
«Dal 5 settembre sono aumentati i passeggeri, è vero. Ma gli orari e le corse si conoscevano da tempo. Sasa ha fatto un piano dettagliato tanto per il breve quanto per il medio lungo periodo. Mi sembra poco sensato lamentarsi a posteriori».
Cosa dice delle brusche frenate che fanno cadere gli utenti e delle obliteratrici che non sempre funzionano bene?
«Si tratta di disservizi ai quali, se e quando capitano, cerchiamo sempre di porre rimedio in tempi brevi».
Teme che le trattative con la Rsu possano portare ad uno sciopero?
«Intanto sono aperto a trattare e a discutere con la controparte. Poi, per eventuali scioperi, che credo si possano certamente evitare, nel trasporto pubblico bisogna seguire regole precise. Non si può proclamare lo stato di agitazione e il giorno dopo indire uno sciopero. Resto fiducioso».
Lei ha la sensazione di essere stato preso di mira da un sindacalista in particolare?
«Mi limito a dire che con la maggior parte della Rsu si può ragionare in modo costruttivo e trovare soluzioni intelligenti tanto a vantaggio degli autisti quanto dei passeggeri».
Sarà un autunno caldo per il trasporto pubblico in città?
«La situazione è sotto controllo. Ricordo che il bilancio di Sasa è sano e che la stragrande maggioranza degli utenti è contenta del servizio offerto. A nostro favore parlano anche i numeri».
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