DOBBIACO. Non ha avuto il semaforo verde la zona per impianti turistici ristorativi nell’ambito della Schnegger Säge nella frazione di San Silvestro a Dobbiaco, ma il no pronunciato dalla giunta provinciale nei giorni scorsi non suona come una bocciatura, quanto come un invito a riformulare e ripresentare il progetto. Ed è quello che il Comune di Dobbiaco, con le parole del sindaco Guido Bocher, si riserva di fare: “Ci sono gli spazi di manovra per una nuova proposta. Valuteremo con attenzione la possibilità”.

Per gli interventi a San Silvestro, la giunta di Dobbiaco aveva presentato una specifica modifica al piano urbanistico per la trasformazione da bosco in una zona che prevedeva un ristoro, la ristrutturazione di un mulino abbandonato, un piccolo stagno con area relax, un parco giochi e uno spazio avventura nel bosco. Un progetto era già stato adottato con delibera della giunta comunale nel marzo 2014 ed era stato valutato negativamente dalla Commissione per la natura, il paesaggio e lo sviluppo del territorio e respinto dalla giunta provinciale, sempre nel 2014 (in luglio). Il consiglio comunale era però andato avanti sottolineando che la Schnegger Säge (Schönegger) “è un luogo apprezzato dalla popolazione locale, soprattutto dalle famiglie con bambini e da turisti come punto di partenza per diverse escursioni, ad esempio sulla Silvesteralm, sulla Bergalm, il Pfanhorn o il Golfen. D’inverno gli escursionisti partono da questo luogo con gli sci o le ciaspole nella valle di San Silvestro”. Il ristoro inviterebbe “gli ospiti a trattenersi per una breve sosta e l’architettura e la scelta dei materiali incentiveranno questa scelta”.

La trasformazione proposta “riguarda una superficie totale di 2.400 metri quadrati”, includendo una particella indicata “nel piano urbanistico comunale come zona boschiva”.

Tuttavia, la Commissione per la natura, il paesaggio e lo sviluppo del territorio ha ripetuto il proprio no e la giunta guidata da Arno Kompatscher si è associata al parere negativo, perché “non sono stati aggiunti nuovi convincenti elementi a quelli già presentati che diano prova che non sussistono i manifestati dubbi”. Ovvero: “Non si tratta di un esercizio ristorativo esistente” e “argomenti ecologico-paesaggistici sono contrari alla previsione di detta zona turistica, che non è neppure servita dal necessario trasporto pubblico”.

I “dubbi” si incentrano soprattutto sui progetti di “attività ristorativa”, ma uno spiraglio (e qualcosa in più) come detto rimane e, infatti, la giunta provinciale suggerisce che “le altre attività, cioè il risanamento del vecchio mulino, lo stagno con zona relax, il parco giochi e la zona avventura nel bosco possono essere nuovamente richiesti nell’ambito di una nuova area per impianti per il tempo libero”. E questo è quanto il Comune valuterà. Comune che intanto intasca invece il parere positivo di commissione e giunta provinciale su una seconda modifica del piano urbanistico, quella che porta alla ritrasformazione da parcheggio pubblico a zona di verde agricolo di una cinquantina di metri quadrati nei pressi della vecchia stazione a valle della seggiovia di monte Rota. In effetti un ultimo residuo del parcheggio ricavato sulla sponda sinistra del rio San Silvestro. In conseguenza, la zona di pericolo viene ridotta in base al parere idraulico positivo.