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BOLZANO. Una volta, in quell’area all’ingresso del paese di Brennero, c’erano gli alloggi dei sottufficiali in servizio alla caserma Battisti: le due palazzine sono state abbattute un paio di anni fa, per evitare che diventassero un immondezzaio. Lì, nei prossimi giorni, sarà allestita una tendopoli per ospitare i profughi.
Nelle ultime ore, il terreno - attualmente di proprietà dell’Ipes che ha ottenuto dal Comune il diritto di spostare quella cubatura per costruire nelle zone limitrofe alloggi popolari - è stato spianato, sono stati predisposti gli allacciamenti per luce, acqua, gas, fognatura e sono stati montati due container con i servizi igienici. «Vogliamo essere pronti - spiega Luca Critelli, direttore della ripartizione politiche sociali della Provincia - nel caso cui dovesse esserci un’impennata di arrivi. Nel giro di poco su quell’area siamo in grado di montare delle tende per ospitare chi viene respinto dalle gendarmerie austriache e tedesche al confine».
In Provincia, si segue con grande attenzione quello che sta avvenendo nel Mediterraneo, dove nelle ultime 48 ore sono stati tratti in salvo oltre 5 mila profughi.
Ciò significa che nei prossimi giorni uomini, donne, bambini, in fuga da miseria e guerre, arriveranno in Alto Adige con lo stesso obiettivo di chi, in queste settimane, li ha preceduti: ovvero andare in Germania, o comunque nel Nord Europa, dove probabilmente hanno qualcuno che li aspetta.
«L’intensificazione dei controlli alle frontiere - spiega Critelli - sta però rendendo sempre più difficile il viaggio verso il Nord. Questo potrebbe indurre almeno una parte dei profughi a cercare altre strade per superare il blocco. Vedremo nelle prossime ore cosa succede: la situazione è estremamente fluida. Due notti fa abbiamo ospitato 120 persone nella struttura allestita già a dicembre a Brennero, mentre l’ultima notte erano solo 14».
Ma ieri la situazione era ancora diversa: 88 i migranti riconsegnati al commissariato di Brennero dalle gendarmerie di Austria e Germania, 120 quelli arrivati alla stazione di Bolzano.
Finora è stata sufficiente la struttura allestita all’interno dell’ex panificio di Brennero, ma non si sa se lo sarà anche nei prossimi giorni, di qui appunto la decisione di predisporre l’area per montare eventualmente delle tende.
Ma come stanno vivendo i duemila abitanti del paese di confine quest’emergenza umanitaria?
«Nella maniera giusta - assicura Giovanni Pederzini, che dopo 20 anni passati sui banchi del consiglio comunale, è entrato come assessore nella nuova giunta guidata da Franz Kompastcher - ovvero senza farsi prendere da paure infondate, fatta eccezione per qualcuno secondo cui gli immigrati andrebbero gettati in mare. Assurdità che si commentano da sole. Del resto, queste persone non danno alcun fastidio, fanno solo tanta pena per la situazione disperata in cui si trovano».
Sabato sera a Brennero è arrivata Martha Stocker, per verificare di persona la situazione.
«L’assessore - spiega Pederzini - mi ha detto che non si vuole fare troppo, per evitare che ci sia un’invasione, ma si vuole ospitare in maniera dignitosa coloro che arrivano fin quassù con la speranza di passare prima possibile il confine. È solo una questione di tempo: alla fine ce la fanno più o meno tutti. Se non fosse così, da quando è iniziato l’esodo a Brennero avremmo già migliaia di profughi».
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