BOLZANO. «H&M vuole tenere aperto anche la domenica. Invitiamo i consumatori a non sfruttare l’occasione». Insomma a non entrare. A poche ore dall’inaugurazione in via Museo dello store da 2.340 metri della catena d’abbigliamento svedese a prezzi supercontrollati, la Diocesi alza la voce.

L’Alleanza per la domenica libera dal lavoro - fondata in Alto Adige il 3 marzo 2009 che abbraccia la Diocesi di Bolzano - Bressanone, i membri del Katholisches Forum, la “Consulta dei laici”, i sindacati, il Consorzio dei Comuni della Provincia e l’Unione commercio - è più che chiara. «Il 20 settembre - si legge in un comunicato - la catena di abbigliamento H&M ha aperto una filiale in città che, secondo i media, sarà aperta tutte le domeniche dell’anno (dalle 10 alle 19).

E così se da una parte richiamiamo i politici a impegnarsi per il bene comune e a non lasciare che singoli gruppi della nostra società possano imporre i propri interessi senza prestare attenzione alle tradizioni locali e ai valori comuni condivisi, dall’altra invitiamo i consumatori a non sfruttare la possibilità di fare acquisti anche la domenica e a mostrare quindi ad una catena d’abbigliamento estera che per molti cittadini della nostra terra la domenica libera dal lavoro è un valore fondamentale da salvaguardare».

L’Alleanza non risparmia bacchettate ai politici. «Sì, proprio i politici ci hanno fatto sapere che si può far niente contro l’apertura domenicale. Interpretiamo questa dichiarazione come una capitolazione della politica che s’inginocchia all’economia ed esprimiamo tutta la nostra preoccupazione. Inoltre ribadiamo come l’ordinamento del commercio approvato la scorsa primavera sia insufficiente». Insomma la questione delle aperture domenicali è bollente.

A Bolzano come altrove si rischia il Far West, perché fra legge provinciale che frena ma è ancora priva di regolamento di attuazione e il decreto liberalizzazioni del governo che dà piena libertà, i Comuni non sanno che fare. Se qualcuno dovesse decidere di tenere aperto, e più di qualcuno già lo sta facendo sotto i Portici, il municipio non saprebbe come regolarsi, se fare multe o fare più prosaicamente finta di niente.

Klaus Ladinser, vicesindaco ed assessore alle attività economiche, è sempre stato molto chiaro: «Non sappiamo come muoverci. Dobbiamo trovare il modo di risolvere la questione, per quanto mi riguarda la domenica si dovrebbe tenere chiuso». E invece qualche negozio cinese e qualche supermercato tengono aperto, prendendo come riferimento il decreto Monti.

«A novembre 2011 - spiega il viceoresidente dell’Unione e commercio, Dado Duzzi - la Provincia ha varato la sua norma, che permette l’apertura domenicale ma a certe condizioni: nei periodi di alta stagione nelle zone a forte vocazione turistica, come Merano o la Gardena. Bolzano è esclusa. Poi a dicembre Monti ha decretato la libertà di apertura 365 giorni l’anno, impugnando poi la legge provinciale. Ora, in attesa che la Corte costituzionale si esprima al riguardo, non è che possiamo stare fermi a guardare. Molti punti vendita hanno cominciato a tenere aperto, e i Comuni, specie Bolzano, non sanno come muoversi, perché manca lo strumento di base, ossia il regolamento di attuazione della legge provinciale, che dovrebbe indicare quando e chi può tenere aperto, ma che non è mai stato varato dalla giunta».

Bisogna che la Provincia si muova. «Anche perché non è detto che il governo vinca il ricorso». E ora, in questa fase di sostanziale vacatio legis, nessuno è in grado di sanzionare chi tenga aperto. Motivo per cui, più di qualcuno ci sta pensando. O lo sta proprio facendo. Federico Tibaldo, presidente di Confesercenti, ammette la confusione legislativa: «Serve chiarezza perchè così facendo vanno a guadagnarci le grandi catene ed il negozio tradizionale finisce spremuto». Ma voi siete favorevoli o contrari alla domenica aperta? «Favorevoli solo in certe occasioni. E non entro nel merito delle convizioni religiose».

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