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BOLZANO. Il nuovo Ddl dei due partiti di governo in materia di aperture domenicali e festive nel commercio al dettaglio è arrivata in questi giorni alla commissione Attività produttive della Camera e sarà ora oggetto di discussione. L’Unione da un lato accoglie con favore il fatto che il tema delle aperture domenicali torni all’ordine del giorno dell’attività parlamentare, ma dall’altro non si dice d’accordo con il contenuto del ddl che prevede 26 aperture domenicali e la chiusura in occasione di 12 festività nazionali (ma con una deroga per quattro giorni di apertura da stabilire su scelta delle Regioni). Quest’ultime decideranno anche come distribuire o concentrare le 26 domeniche di apertura. Ulteriori eccezioni sono previste per le zone turistiche e per i negozi di vicinato. “Siamo sicuramente d’accordo con la reintroduzione di un regolamento delle aperture domenicali e festive a vantaggio della varietà del nostro commercio. La domenica, così come prevedono i nostri valori e la nostra tradizione, è un giorno di riposo e assicura lo spazio per gli interessi personali, la società e la famiglia”, spiega il presidente Philipp Moser. L’Unione, tuttavia, è a favore di una regolamentazione locale e per una soluzione tagliata su misura delle necessità dell’Alto Adige. Già alcuni mesi fa è stata elaborata una proposta per la stesura di una legge provinciale. La proposta dell’Unione prevede che nella maggior parte dell’Alto Adige (83 comuni) siano permesse fino a otto aperture domenicali e festive nel corso dell’anno. Quattro giornate vengono stabilite da ciascun comune, le altre quattro sono decise a livello provinciale dalla Camera di commercio in accordo con le maggiori associazioni di categoria. Eccezioni a questo regolamento sono previste per due categorie di località turistiche e per le aziende del commercio di vicinato e della tradizione.


