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BOLZANO. Hanno colpito di nuovo la statua della Madonnina sulla passeggiata che da Ponte Roma porta a Ponte Palermo. Stavolta l'hanno presa a calci per buttarla a terra, le pedate sono ancora stampate sul piedistallo, ma non riuscendoci i vandali, o il vandalo, si è accanito sul manto e infine sulla testa con una pietra.
La madonnina di marmo sulla passeggiate lungo l'Isarco all'altezza di via Torino è stata decapitata di nuovo. Ora però ha anche le gambe scheggiate, il manto spezzato e la testa non si trova. Era già successo pochi giorni fa, ma in quell'occasione ci aveva pensato un cane a scovare la testolina di marmo tra i cespugli. Giusto mercoledì scorso la statua, molto conosciuta tra gli abitanti di Don Bosco e del quartiere Europa, era stata restaurata, e un folto gruppo di fedeli aveva recitato un rosario di ringraziamento.
Ma a quanto pare in città gira un iconoclasta incallito, a cui non deve essere andato giù che l'immagine sacra fosse tornata a posto in così poco tempo. E tra la gente che quotidianamente passa dieci minuti in preghiera proprio in quell'angolo delle passeggiate, già serpeggia il dubbio che dietro a questi gesti di violenza gratuita si nasconda un movente religioso. «È un gesto ignobile e crudele - sbotta Johann Öttl - non può essere opera di un cattolico».
Già dal primo giorno della posa, in aprile, molti bolzanini avevano dimostrato alla statua un particolare affetto e apprezzamento; per tutta l'estate gruppetti di fedeli si erano dati il turno per passare qualche minuto di preghiera in quell'angolo verde. Il fatto che più li inquieta ora è proprio l'accanimento nella volontà di sfigurare la madonnina: continuare a decapitarla assume significati dai risvolti scabrosi.«La prima volta potevo credere che fosse solo una bravata di qualche ragazzaccio - afferma Pietro De Fezza - ma se dopo pochi giorni dal restauro questo barbaro è tornato in azione, il dubbio che ci sia la malafede è lecito».
Forse, mormora la piccola folla riunita intorno alla statua, a qualcuno ha dato fastidio che tutti i giorni si creino gruppi di preghiera. «Anche il giorno che era stata restaurata la gente è venuta spontaneamente per recitare un rosario - racconta Carlo Seminara - questa è la Madonna delle Grazie, la stessa del santuario di Lourdes, tanta gente si rivolge a lei».
E sono proprio quei fedeli che, superata la scossa emotiva, non hanno intenzione di restare a guardare. La statua era stata donata all'Unitalsi da un socio anziano, un novantunenne che l'aveva scolpita con le sue mani, ora deceduto. «Non abbiamo ancora pagato il restauro della settimana scorsa - esclama Lino Mazurco - e ora la testa è pure scomparsa, ma non ci arrendiamo, questa madonnina tornerà presto come nuova».
E mentre il consigliere comunale Udc, Angelo Gennaccaro, stempera i toni sottolineando come sia affrettato parlare di movente religioso, qualcuno già ipotizza soluzioni alternative. Ci vorrebbe, dicono, una teca per proteggere l'immagine sacra e allo stesso tempo permettere ai fedeli di pregare al suo cospetto, altri invece parlano di telecamere di sorveglianza, per stanare il vandalo. Tra gli accorsi c'è anche chi propone una raccolta di offerte per finanziare la sicurezza dell'angoletto delle passeggiate.
La madonnina di marmo sulla passeggiate lungo l'Isarco all'altezza di via Torino è stata decapitata di nuovo. Ora però ha anche le gambe scheggiate, il manto spezzato e la testa non si trova. Era già successo pochi giorni fa, ma in quell'occasione ci aveva pensato un cane a scovare la testolina di marmo tra i cespugli. Giusto mercoledì scorso la statua, molto conosciuta tra gli abitanti di Don Bosco e del quartiere Europa, era stata restaurata, e un folto gruppo di fedeli aveva recitato un rosario di ringraziamento.
Ma a quanto pare in città gira un iconoclasta incallito, a cui non deve essere andato giù che l'immagine sacra fosse tornata a posto in così poco tempo. E tra la gente che quotidianamente passa dieci minuti in preghiera proprio in quell'angolo delle passeggiate, già serpeggia il dubbio che dietro a questi gesti di violenza gratuita si nasconda un movente religioso. «È un gesto ignobile e crudele - sbotta Johann Öttl - non può essere opera di un cattolico».
Già dal primo giorno della posa, in aprile, molti bolzanini avevano dimostrato alla statua un particolare affetto e apprezzamento; per tutta l'estate gruppetti di fedeli si erano dati il turno per passare qualche minuto di preghiera in quell'angolo verde. Il fatto che più li inquieta ora è proprio l'accanimento nella volontà di sfigurare la madonnina: continuare a decapitarla assume significati dai risvolti scabrosi.«La prima volta potevo credere che fosse solo una bravata di qualche ragazzaccio - afferma Pietro De Fezza - ma se dopo pochi giorni dal restauro questo barbaro è tornato in azione, il dubbio che ci sia la malafede è lecito».
Forse, mormora la piccola folla riunita intorno alla statua, a qualcuno ha dato fastidio che tutti i giorni si creino gruppi di preghiera. «Anche il giorno che era stata restaurata la gente è venuta spontaneamente per recitare un rosario - racconta Carlo Seminara - questa è la Madonna delle Grazie, la stessa del santuario di Lourdes, tanta gente si rivolge a lei».
E sono proprio quei fedeli che, superata la scossa emotiva, non hanno intenzione di restare a guardare. La statua era stata donata all'Unitalsi da un socio anziano, un novantunenne che l'aveva scolpita con le sue mani, ora deceduto. «Non abbiamo ancora pagato il restauro della settimana scorsa - esclama Lino Mazurco - e ora la testa è pure scomparsa, ma non ci arrendiamo, questa madonnina tornerà presto come nuova».
E mentre il consigliere comunale Udc, Angelo Gennaccaro, stempera i toni sottolineando come sia affrettato parlare di movente religioso, qualcuno già ipotizza soluzioni alternative. Ci vorrebbe, dicono, una teca per proteggere l'immagine sacra e allo stesso tempo permettere ai fedeli di pregare al suo cospetto, altri invece parlano di telecamere di sorveglianza, per stanare il vandalo. Tra gli accorsi c'è anche chi propone una raccolta di offerte per finanziare la sicurezza dell'angoletto delle passeggiate.
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