BOLZANO. Si è conclusa l'edizione 2026 del Grest di Terraferma, il polo educativo e culturale del quartiere Don Bosco, che dal 13 al 24 luglio ha coinvolto 170 bambini delle scuole dell'infanzia, elementari e medie e 40 studenti delle scuole superiori impegnati come animatori e volontari. Due settimane scandite da giochi, laboratori, attività sportive ed espressive, uscite e momenti di riflessione.

Il filo conduttore dell'edizione è stato Il Gobbo di Notre Dame. Attraverso spettacoli teatrali proposti ogni mattina, i partecipanti hanno seguito il percorso di Quasimodo, riflettendo sul valore dell'accoglienza, sulla necessità di andare oltre le apparenze e sull'importanza di riconoscere nel "diverso" una persona da conoscere e incontrare, non da temere.

Le giornate hanno alternato grandi giochi a squadre, laboratori creativi, balli, tornei e momenti di condivisione. Tra gli appuntamenti più attesi anche le gite a Vipiteno e Bressanone, occasioni per rafforzare i legami tra i partecipanti e vivere esperienze fuori dagli spazi abituali.

Determinante è stato il contributo dei Gialloni, il gruppo di ragazze e ragazzi delle scuole superiori che durante l'anno frequenta il centro giovani e che, dopo un percorso di formazione, ha affiancato gli educatori nell'organizzazione delle attività. Insieme ai volontari, agli animatori e agli educatori hanno reso possibile un'esperienza che ha unito divertimento, crescita personale e senso di comunità.

«Il dato più significativo di questa edizione non è soltanto la partecipazione di quasi 200 bambini e ragazzi, ma la capacità del Grest di coinvolgere generazioni diverse. I più piccoli hanno trovato uno spazio accogliente in cui giocare e crescere, mentre Gialloni, Arancioni e volontari hanno avuto l'opportunità di mettersi al servizio degli altri, assumendosi responsabilità e diventando protagonisti della vita della comunità», sottolinea il team di Terraferma.