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BRUXELLES. «Il caso delle Acciaierie Valbruna non è una vicenda locale, ma una questione europea che riguarda la coerenza delle nostre politiche industriali. Se l’Unione considera l’acciaio un settore strategico, allora deve agire per difendere chi lo produce nel rispetto delle regole, della qualità e dell’ambiente».
Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Elena Donazzan (nella foto), vicepresidente della Commissione Industria, Ricerca ed Energia (Itre) del Parlamento europeo, in una lettera inviata al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné.
Il futuro delle Acciaierie Valbruna resta incerto, poiché legato al bando per la concessione cinquantennale dei terreni e dei capannoni dello stabilimento di Bolzano, la cui aggiudicazione determinerà il destino di uno dei siti siderurgici più importanti d’Europa.
«Ho espresso al vicepresidente Séjourné la mia profonda preoccupazione per quanto sta accadendo a Bolzano – spiega Donazzan –. Le Acciaierie Valbruna rappresentano un’eccellenza italiana ed europea nella produzione di acciai speciali destinati alla difesa, all’aerospazio, all’automotive, all’alimentare e ad altri settori strategici. Eppure oggi rischiano la chiusura a causa di una gara pubblica indetta dalla Provincia autonoma di Bolzano, che richiama la Direttiva Bolkestein, senza garantire la continuità produttiva né la salvaguardia occupazionale».
Applicare la Direttiva Bolkestein in un caso come questo, aggiunge l’europarlamentare, «significa ignorare la storia e la funzione industriale del sito, che fu espropriato e reso pubblico proprio per assicurare la continuità produttiva di un’acciaieria. Lo stabilimento impiega centinaia di lavoratori, ha investito oltre 400 milioni di euro e produce circa 300.000 tonnellate annue di acciaio certificato. La prospettiva di uno smantellamento entro diciotto mesi è irrealistica e in contrasto con gli obiettivi europei di autonomia produttiva».
Donazzan ha inoltre espresso apprezzamento per il Piano europeo sull’Acciaio, presentato a inizio ottobre: «Il Piano proposto dal vicepresidente Séjourné rappresenta un passo importante per rafforzare la competitività del settore, ma serve coerenza tra gli obiettivi europei e le decisioni degli Stati membri».
«Per questo – conclude – ho chiesto alla Commissione di valutare una deroga alla Direttiva Bolkestein per i siti produttivi strategici. L’Europa deve dimostrare con i fatti di credere nella propria industria: Valbruna è un simbolo di competenza, innovazione e qualità, e lasciarla chiudere sarebbe un errore imperdonabile, non solo per l’Italia ma per l’intera Unione».


