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BOLZANO. Donne al potere. Quanta strada è stata compiuta, quanta ne resta da percorrere. Alle donne di potere è stata dedicata ieri al Palazzo Mercantile la cerimonia per ricordare i 380 anni del Privilegio di Claudia de’Medici, l’atto che nel 1635 concesse a Bolzano un proprio ordinamento per la regolazione del mercato. Grazie al Privilegio venne istituito il Magistrato mercantile di Bolzano, progenitore dell’attuale Camera di Commercio, organizzatrice dell’appuntamento di ieri, come ha ricordato il presidente Michl Ebner. L’atto di Claudia de’Medici, arciduchessa d’Austria e contessa del Tirolo, fu decisivo nel definire e sostenere la natura commerciale di Bolzano, esaltandone il ruolo chiave sull’asse tra nord e sud. Una grande figura femminile, Claudia de’Medici, sfaccettata, sapiente nella cultura e nella finanza. Una donna di potere. Un esempio forte, ha sottolineato Martha Stocker, «che incarna però l’epoca in cui le donne potevano arrivare al potere per eredità dinastica o per matrimonio». Ci sono voluti secoli, perché le donne «potessero accedere a ruoli chiave grazie a se stesse, alla loro forza e preparazione». E, ricorda l’assessora provinciale, sono stati importanti anche i vuoti di potere, come durante la prima e la seconda guerra mondiale, quando gli uomini erano al fronte e le donne dovettero supplire e dimostrarono di potercela fare. Martha Stocker, già leader delle donne Svp, ha dedicato anni per aprire la politica altoatesina, anche grazie alle quota rosa. Il diritto di voto è arrivato con il dopoguerra, le donne possono candidarsi, ricorda Stocker, «sta alla società decidere». Eppure sono ancora poche le donne elette. «Vale sempre la battuta di una ministra tedesca: la politica è una cosa troppo seria per lasciarla solo agli uomini», sorride Martha Stocker, ringraziando l’ex collega Sabina Kasslatter Mur, presente in sala. Le quote rosa, controverse tanto in politica quanto in economia, ma utili per «dare il calcio di inizio», secondo Ilaria Vescovi (amministratore delegato di Tecnoclima Spa, presidente del Mart e presidente di Seta, la società editrice di questo giornale): «È del 2012 la legge nazionale che ha previsto l’equità di genere nei Cda delle società quotate in borsa. Sì, è servita una legge per smuovere le acque, ed è stata efficace: dal 12% di donne nei Cda si è arrivati al 25%, con il 33% indicato come tappa finale». Come imprenditrice, Ilaria Vescovi chiarisce: «I ruoli si ottengono grazie al merito, non grazie al genere. E serve molto sostegno familiare maschile, perché una donna possa essere professionista, madre e moglie». E serve, la conclusione, «credere in se stesse, sempre». Relazione storica della professoressa Brigitte Mazohl (Università di Innsbruck), moderazione dell’imprenditrice Paulina Schwarz.


