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BOLZANO. Le donne vogliono un posto ai vertici della Svp. «Non è immaginabile che vada diversamente da così», scende in campo la leader delle donne Renate Gebhard, eletta nei giorni scorsi. Ma non è così scontato e lo sa. La Svp si rinnova per fare pace con la base dopo lo scandalo dei vitalizi. Lo farà il 3 maggio al congresso di Merano (ospite il ministro degli esteri austriaco Sebastian Kurz). Philipp Achammer è risultato il candidato unico alla carica di Obmann, soluzione d’emergenza per un partito in crisi finanziaria e politica. La battaglia politica si sposterà sulla scelta dei due vice Obmann (più il ladino Daniel Alfreider), per i quali sono in corsa Christian Tschurtschenthaler (uomo della Pusteria e dell’ala economica), Zeno Christanell (uomo dell’ovest, meranese, esponente dell’ala sociale) e Angelika Wiedmer, sindaco di Meltina, la donna su cui le donne puntano tutte le carte. Il movimento non si è neppure espresso sul candidato Obmann, le energie sono canalizzate sulla candidata vice, che dovrebbe prendere il posto di Martha Stocker, vice uscente, eletta nello scorso congresso grazie al suo lavoro come leader delle donne.
Tre candidati per due posti da vice. Sfida tra aree geografiche, economia e ala sociale e le donne che vogliono esserci. Come la vede?
«Che non sarà facile. Non è scontato che Angelika Wiedmer ce la faccia. Possiamo riuscirci se tutte le donne la sosterranno. Dobbiamo essere compatte, perché le donne sono la metà della popolazione e non è immaginabile che un partito come la Svp non rispecchi la società nei suoi vertici, tanto più in un momento di rinnovamento».
Come funziona l’elezione dei vice?
«Ogni gruppo locale si divide un certo numero di diritti di voto. Per ogni diritto si può esprimere una sola preferenza per i vice. La Svp di Lazfons, per fare un esempio, ha cinque diritti di voto. Bisogna ottenere che almeno una parte di questi vadano Angelika Wiedmer. E lo stesso cale per ogni gruppo. Bisogna conquistare ogni singolo voto. Con Martha Stocker ce l’avevamo fatta. Angelika è una donna determinata, come sindaco può essere un punto di riferimento per i suoi colleghi, è la vice del Bezirk di Bolzano: ha diverse carte da giocare».
Theiner e i vice Stocker e Widmann se ne vanno con un anno di anticipo. Cosa pensa di questo scossone?
«È stato necessario per fare vedere che la Svp è pronta a voltare pagina dopo l’errore dei vitalizi, per il quale si dovrà anche trovare una soluzione all’altezza e trasparente. Theiner e Martha Stocker si sono assunti le loro responsabilità e adesso c’è chi si assume la responsabilità di portare avanti il partito. Protestare e basta non serve».
Cosa pensa della candidatura d i Achammer?
«È giovane, conosce il partito e i gruppi locali. Avere un rapporto di fiducia con la base è ciò di cui ha bisogno la Svp. La Svp perde tutta la sua forza, se gli elettori e i funzionari dei gruppi locali non si riconoscono nei vertici».
Theiner se ne va accusando alcuni esponenti dell’ala economica di avere complottato per destabilizzare la giunta. Ala economica e ala sociale rivendicano più spazi nel partito. Da leader delle donne cosa ne pensa?
«Che dobbiamo smetterla. In un partito di raccolta ci deve essere spazio per tutti e dobbiamo convivere con buon senso».
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