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BOLZANO. L’orso travolto e ucciso da un Suv sulla Statale del Brennero rappresenta un caso estremamente raro. Al contrario, molto frequenti e spesso assai più pericolosi per l’uomo sono gli incidenti provocati dal resto della selvaggina di grossa taglia. Secondo una stima dello Jagdverband Südtirol, ossia l’Associazione provinciale cacciatori, ogni anno in Alto Adige vengono travolti sulle strade un migliaio di animali selvaggi di taglia notevole, ossia circa novecento caprioli e cento cervi, più qualche altra bestia di dimensioni minori, tipo i tassi. I conducenti quasi mai riportano ferite o traumi seri, ma i danni provocati alle autovetture sono spesso ingenti.
In molti casi però non vengono nemmeno denunciati, visto che non è previsto alcun tipo di risarcimento da parte dell’ente pubblico. Il problema degli incidenti stradali provocati dalla selvaggina è però sentito, non solo nelle valli o in alta quota, tanto che alcune assicurazioni attive in provincia stanno cominciando ad offrire ai loro clienti una copertura supplementare anche per i danni da collisione causati dalla selvaggina.
Il tecnico. Lothar Gerstgrasser lavora come ecologo della selvaggina presso l’Associazione cacciatori Alto Adige. Fra i tanti ambiti di cui si occupa ci sono anche gli incidenti stradali con vittima gli animali selvatici. Ogni anno raccoglie i dati fornitigli dai responsabili di tutte le riserve di caccia della provincia. «Purtroppo - spiega - per quanto riguarda questo settore non esistono dei dati ufficiali, anche se attualmente l’ufficio Caccia e pesca se ne sta occupando in maniera approfondita, tanto che sono in corso anche delle ricerche per tesi di laurea ad hoc. Sommando però i dati a nostra disposizione e stimando il sommerso in base all’esperienza passata, possiamo tranquillamente affermare che ogni anno in Alto Adige gli incidenti stradali causati da selvaggina ammontano almeno a un migliaio». Ovviamente, si parla di selvaggina di grossa taglia, non di scoiattoli o faine.
Veri pericoli. Certo, incappare in un orso bruno può destare decisamente molta impressione, ma non è così pericoloso come potrebbe sembrare di primo acchito. Intanto, come spiega il direttore dell’ufficio provinciale Caccia e pesca, Heinrich Erhard, «l’orso bruno, anche all’inizio della primavera, rispetto ad un ungulato è bello in carne, tondeggiante, non è spigoloso quanto un cervo». Ergo, se ci si cozza contro, gli effetti sulla carrozzeria dell’auto non sono poi così deleteri. L’ecologo Gerstgrasser, a conoscenza della casistica, chiarisce oltre: «In caso di collisione, il problema non è affatto la stazza dell’animale. L’orso M14 coinvolto nell’incidente lungo la Statale fra Chiusa e ponte Gardena pesava fra 85 e 90 chili, una bella stazza».
Ma un orso bruno a quattro zampe è basso. «Il pericolo maggiore deriva dall’altezza della bestia. Quando viene travolto da un automezzo, un animale selvatico viene colpito in basso. Un orso ha il baricentro vicino a terra, un capriolo o ancor peggio un cervo lo hanno più in alto. L’auto travolge le zampe, bloccandole a terra. Il resto del corpo si comporta come fosse un maglio». Tradotto, su carrozzeria o parabrezza arriva una sorta di martellata con tanto di palco di corna. E le corna, specie quelle di un cervo, creano danni notevoli. «In numerosi casi capita che l’auto sia da buttare», precisa l’ecologo dello Jagdverband.
Niente risarcimenti. Pochi lo sanno, ma gli enti pubblici - Provincia, Regione o Stato - in Italia non sono tenuti a risarcire i danni provocati dalla selvaggina lungo le strade. Nelle zone pericolose, infatti, sono apposti i relativi cartelli di pericolo, il cui significato è: attenzione, da qui in avanti c’è la possibilità che un animale selvatico vi traversi la strada.
«I cartelli - chiarisce Gerstgrasser - non vengono posizionati a caso, ma in punti ben precisi, prati o boschetti noti per essere frequentati dagli animali». Uomo avvisato, mezzo salvato. Se poi l’automobilista non pone la dovuta attenzione, la colpa di un eventuale incidente è sua, non della Provincia, che quindi, in caso di danni alla vettura, non è tenuta a risarcire alcunché. «Nei punti segnalati dai cartelli di pericolo, l’unica è prestare maggiore attenzione e, ancora di più, limitare la velocità di marcia, specie di notte, in modo da aumentare la probabilità di riuscire a frenare in tempo, limitando gli eventuali danni».
Novità assicurative. Molti incidenti con la selvaggina non vengono registrati dalle statistiche ufficiali perché nessuno chiede risarcimenti. «Ultimamente - conclude l’ecologo - alcune assicurazioni stanno però cominciando a proporre delle integrazioni alla copertura assicurativa». Perché gli incidenti avvengono dovunque, come dimostra il caso dell’orso.
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