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BOLZANO. «Heidi, vieni qui, dietro il banco con me...» . Franz Larcher vuole la moglie accanto a sè perchè questa potrebbe essere per lui (e anche per tanti bolzanini) una foto storica. 1980-2015, il "Larcher" chiude. 35 anni in via Bottai, non pochi. Il secondo pezzo di centro storico a “svanire” in pochi giorni, dopo Streitberger che ha lasciato la vigilia di Natale.
Larcher chiuderà invece il 9 gennaio. «L'unico ristorante in Piazza Municipio», dice. E poi guarda la via Bottai: «Dieci eravamo. Tra bar e cucine. Adesso ne restano quattro». Crisi? Non proprio. Affitti? Sì cari ma lì, all'angolo, subito dopo la gioielleria “Tomasi”, il problema è che la padrona di casa e dell'intero stabile ha deciso di ristrutturare.
Cosa ci sarà? «Non io - risponde Franz- perché cambio vita. Ma anche perché Bolzano si sta un poco addormentando. Per tirare fuori la gente la sera bisogna spingerla e trovare tanta vita in strada...».
Lui ci ha provato, eccome se ci ha provato. Se il mercatino di Natale ha 24 anni, il suo "kiosk" davanti al locale, quel banco dove scorrono fiume di vin brulè la sera e i ragazzi si accalcano per scaldarsi l'uno vicino all'altra, ne ha 20 di anni. Perché Larcher non è abituato a star fermo. Nato a Sarentino ha sempre voluto lavorare dietro il bancone.
La scuola alberghiera, poi val Gardena, Siusi, Corvara e infine l'hotel Luna a Lana. E poi Bolzano. La discoteca Ok in via Gilm. «Ma è il ristorante che mi ha preso. E per questo oggi ho un occhio che piange e uno che ride, come si dice in dialetto. E non piangono tutti e due solo perché adesso farò una mia impresa - racconta Franz- che si chiama “Order Service Bozen” e andrò a organizzare feste, ritrovi campestri, cene all'aperto e ovunque mi chiameranno».
Lì, in quell'angolo strategico tra via Bottai e il Comune sono passati eserciti di bolzanini. E di politici. «Non ricordo quanti consiglieri provinciali e comunali e assessori e Landeshauptmann e sindaci ho servito. Ma anche quanti vigili urbani quando stavano tutti nella vecchia sede. Ma questo non lo scriva...».
Settanta posti a sedere dentro. Ma sono i tavoli all'aperto quelli che hanno decretato il successo del ristorante. E anche una tradizione trasversale, cucina sudtirolese tradizionale condita con la classica cucina italiana. «All'inizio - ricorda Larcher- c'era il mercatino contadino a Gries. E arrivavano i proprietari dei masi all'alba dalle valli. E, come da secolare tradizione non andavano per il sottile. Niente cappuccino ma, già alle nove di mattina, trippa, manzo, testina di vitello, salame». E sono i menu che il ristorante ha continuato a proporre e che ne hanno costruito la fama. Pur con le variazioni della modernità. E del variare dei gusti dei turisti tedeschi, che oggi chiedono pizza e spaghetti e degli italiani che vogliono zuppa d'orzo e crauti. Addio Larcher quindi. E addio vin brulè la sera, quando il mercatino chiude e i ragazzi vogliono continuare a starsene fuori. «Ma Bolzano deve darsi una sveglia, anche se la ringrazio di tutto - aggiunge Franz - . Ma quest'anno, per dirne una, non c'è stata neppure una festa per Capodanno. Noi , la sera della chiusura offriremo un bicchiere a tutti...».
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