BOLZANO. Sono numerose le posizioni irregolari segnalate dalla Guardia di Finanza tra i professori della Libera Università di Bolzano sotto contratto con vincolo di esclusiva. Oltre alla citazione davanti alla Corte dei Conti del preside della facoltà di Informatica Giancarlo Succi e della professoressa della stessa facoltà Barbara Russo, ci sono almeno un altro paio di insegnanti destinati a a finire davanti ai giudici nel mese di giugno sempre per lo stesso problema. Anzi, in un caso la posizione sarebbe risultata an cora più grave in quanto gli insegnanti, contrattualizzati dalla Lub per l’attività accademica a tempo pieno, sono risultati amministratori, di fatto e di diritto, di imprese commerciali a scopo di lucro. I contenziosi destinati ad essere attivati davanti alla Corte dei Conti su iniziativa del procuratore Robert Schülmers sono diversi. In un paio di casi i diretti interessati hanno riconosciuto di essere nel torto e hanno preferito concordare con la Procura contabile un risarcimento per l’amministrazione dell’Università senza affrontare il processo. In altre parole due professori della Lub hanno chiuso il contenzioso subito dopo essere stati raggiunti dall’invito a dedurre della Procura. Dimostrazione che in effetti c’è chi sapeva che gli impegni assunti oltre a quelli per l’ateneo bolzanino, sarebbero stati illegittimi.
«Non è una questione di evitare un accumulo retributivo - ha spiegato il procuratore Robert Schülmers - quanto piuttosto di difendere la qualità dell’apporto professionale chiesto ad un professore universitario il cui impegno non si esaurisce nelle semplici ore di insegnamento, ma anche nel continuo approfondimento e aggiornamento. Proprio per questo un’attività parallela risulta un “disturbo” o un motivo di “distrazione” per un insegnante universitario con contratto a tempo pieno». E’ per questo che in caso di necessità di attività esterna all’ateneo, il professore ha bisogno di essere autorizzato e il compenso ottenuto deve essere versato direttamente nelle casse dell’università.
E’ questo il presupposto che permettere alla Procura presso la Corte dei Conti di individuare un danno erariale che gli insegnanti sono chiamati a risarcire. Le contestazioni sollevate sulla base dei controlli della Guardia di Finanza sono numerose. Due insegnanti hanno già trovato l’accordo economico con la Procura contabile e hanno pagato. Altri - forse anche in considerazione delle somme richieste - hanno annunciato battaglia in sede di giudizio.Tra questi Barbara Russo e Giancarlo Succi chiamati a risarcire rispettivamente 186.468 euro e 345.792 euro.
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