BOLZANO. Vicino all’amico e alleato Heinz-Christian Strache le parole di Matteo Salvini sul doppio passaporto sono state più che prudenti, praticamente una strizzata di occhio. «Qualunque scelta dovrà essere avallata da entrambi i governi», ha detto Salvini venerdì a Vienna, «Troveremo un accordo». D’altronde proprio Strache ha premuto per inserire la doppia cittadinanza per i sudtirolesi nell’accordo di governo con la Övp di Sebastian Kurz e la sua Fpö è alleata stretta della Lega.
Lontano da Strache, intervistato sul medesimo tema dalla Orf, Salvini ha usato toni diversi. Siamo ancora però ben lontani dalle parole indignate del ministro degli Esteri Moavero e del ministro Fraccaro (M5S).
Insomma il vice premier leghista fa melina e il centrodestra attacca: «Si può sapere cosa pensa davvero la Lega?». Infierisce anche il Pd: «Cosa ne dice la Lega locale?».
Queste dunque le dichiarazioni di Salvini alla Orf sul doppio passaporto: «Non credo che sia una priorità per l’Italia, per l’Austria e per i sudtirolesi». A Vienna stanno preparando il disegno di legge con i criteri, anche se il governo austriaco ha fatto sapere che i tempi non saranno rapidi. Quindi Salvini con l’Orf rafforza i toni, rispetto alle dichiarazioni in conferenza stampa a fianco di Strache: «Ogni popolo deve scegliere a casa propria. Chi dà il passaporto in Italia lo decide il governo italiano». Il legame tra Lega e Fpö, ha detto Salvini, «è l’alleanza più antica, più sana». In Alto Adige si è tradotto nelle saltuarie alleanze elettorali alle europee tra Lega e Freiheitlichen, il partito gemello della Fpö. Finora però la Lega era all’opposizione. Ora è al governo in Italia e mira alla giunta provinciale. Da settimane i partiti di centrodestra incalzano il Carroccio perché scopra le carte sui temi che toccano la convivenza. «La Lega in Alto Adige deve fare chiarezza una volta per tutte sui rapporti con partiti antitaliani e che non hanno mai nascosto posizioni a favore del distacco dall’Italia», interviene di nuovo Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia), «Il motto “prima gli italiani” della Lega non si può fermare a Salorno. La Lega in Alto Adige deve informare il proprio leader Salvini delle costanti provocazioni subite dagli italiani in Alto Adige ed assumere posizioni ferme, come le ha sull’immigrazione. Basta ambiguità. Ci spieghino altrimenti come dovrebbero essere interpretate le parole suggerite da Bolzano a Salvini per cui “un accordo si troverà sulla cittadinanza austriaca” quando non c’è davvero nulla su cui discutere». Interviene anche Michaela Biancofiore (Forza Italia): «Se mai dovesse arrivare la benedizione da parte del governo allo strisciante tentativo di riannessione del popolo sudtirolese all’Austria, ci auguriamo che Salvini negozi di estendere il doppio passaporto anche agli altoatesini di lingua italiana. O vuole rendersi complice di creare italiani di serie A e di serie B? Bisogna per altro ricordare al ministro che il suo amico Strache non solo è temuto della Svp, ma è il motivo per cui hanno invitato Kurz a Bolzano: per non perdere voti sulla destra tedesca. Il vicepremier chiarisca per chi simpatizza: per la Svp o per i Freiheitlichen ?».
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Lontano da Strache, intervistato sul medesimo tema dalla Orf, Salvini ha usato toni diversi. Siamo ancora però ben lontani dalle parole indignate del ministro degli Esteri Moavero e del ministro Fraccaro (M5S).
Insomma il vice premier leghista fa melina e il centrodestra attacca: «Si può sapere cosa pensa davvero la Lega?». Infierisce anche il Pd: «Cosa ne dice la Lega locale?».
Queste dunque le dichiarazioni di Salvini alla Orf sul doppio passaporto: «Non credo che sia una priorità per l’Italia, per l’Austria e per i sudtirolesi». A Vienna stanno preparando il disegno di legge con i criteri, anche se il governo austriaco ha fatto sapere che i tempi non saranno rapidi. Quindi Salvini con l’Orf rafforza i toni, rispetto alle dichiarazioni in conferenza stampa a fianco di Strache: «Ogni popolo deve scegliere a casa propria. Chi dà il passaporto in Italia lo decide il governo italiano». Il legame tra Lega e Fpö, ha detto Salvini, «è l’alleanza più antica, più sana». In Alto Adige si è tradotto nelle saltuarie alleanze elettorali alle europee tra Lega e Freiheitlichen, il partito gemello della Fpö. Finora però la Lega era all’opposizione. Ora è al governo in Italia e mira alla giunta provinciale. Da settimane i partiti di centrodestra incalzano il Carroccio perché scopra le carte sui temi che toccano la convivenza. «La Lega in Alto Adige deve fare chiarezza una volta per tutte sui rapporti con partiti antitaliani e che non hanno mai nascosto posizioni a favore del distacco dall’Italia», interviene di nuovo Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore-Fratelli d’Italia), «Il motto “prima gli italiani” della Lega non si può fermare a Salorno. La Lega in Alto Adige deve informare il proprio leader Salvini delle costanti provocazioni subite dagli italiani in Alto Adige ed assumere posizioni ferme, come le ha sull’immigrazione. Basta ambiguità. Ci spieghino altrimenti come dovrebbero essere interpretate le parole suggerite da Bolzano a Salvini per cui “un accordo si troverà sulla cittadinanza austriaca” quando non c’è davvero nulla su cui discutere». Interviene anche Michaela Biancofiore (Forza Italia): «Se mai dovesse arrivare la benedizione da parte del governo allo strisciante tentativo di riannessione del popolo sudtirolese all’Austria, ci auguriamo che Salvini negozi di estendere il doppio passaporto anche agli altoatesini di lingua italiana. O vuole rendersi complice di creare italiani di serie A e di serie B? Bisogna per altro ricordare al ministro che il suo amico Strache non solo è temuto della Svp, ma è il motivo per cui hanno invitato Kurz a Bolzano: per non perdere voti sulla destra tedesca. Il vicepremier chiarisca per chi simpatizza: per la Svp o per i Freiheitlichen ?».
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